giovedì 28 febbraio 2013

Il faro e il falò

Fino a quando vedrò
questo mondo cadere
e mentire a se stesso
e la via abbandonare

Fino a quando saprò
il mio nulla vedere
il mio scarso progresso
il mio ombroso poetare

Fino a quando dirò
le parabole vere
che mi vengono adesso
senza mai giudicare

Fino a quando sarò
un falò nelle sere
faro senza permesso
per le barche nel mare

mercoledì 27 febbraio 2013

Come far fuori l'umano

Era sul punto di spargere fulmini in tutta la terra
ma poi temette per l'etere sacro, da qualche tizzone,
lì, s'appiccassero fiamme, ed ardessero poi lungo l’asse.
E si ricorda che c'era nel fato, quel tempo futuro
quando sia mare che terra, invasa la reggia del cielo,
arse sarebbero, e il gemito sente del mondo assediato.
Quindi ripone le frecce, da mani ciclopiche fatte,
pensa a una pena diversa: coi flutti la mortal genìa
perder per sempre, e da tutte le nubi abbattere il cielo.
Subito il freddo Aquilone, rinchiude negli antri di Eolo
ed ogni soffio che induca qualsiasi nube a fuggire.
Noto, infine fa uscire, su madide ali egli vola

Metamarfosi 253-264
Iamque erat in totas sparsurus fulmina terras;
sed timuit, ne forte sacer tot ab ignibus aether
conciperet flammas longusque ardesceret axis:
esse quoque in fatis reminiscitur, adfore tempus,
quo mare, quo tellus correptaque regia caeli
ardeat et mundi moles obsessa laboret.
tela reponuntur manibus fabricata cyclopum;
poena placet diversa, genus mortale sub undis
perdere et ex omni nimbos demittere caelo.
Protinus Aeoliis Aquilonem claudit in antris
et quaecumque fugant inductas flamina nubes
emittitque Notum. madidis Notus evolat alis,

martedì 26 febbraio 2013

Colori

Ecco i colori
che tutti gli onori
rimettono fuori

senza alcun freno
nell'arcobaleno.
Primo c'è il meno

bello di tutti
il giallo dei frutti
e dei farabutti,

poi si propone
il buon arancione
che , tra le persone

è molto famoso.
Un po' di riposo
e c'è il furioso

rosso amaranto
che del suo manto
ne ha fatto un canto

E' un beneamato
il verde del prato,
e il celeste fatato.

Sesto di sette
dell'iride a fette
bellissimo stette

l'indaco strano
che regna sovrano
ed a mano a mano

vede il sereno
ed è senza meno
nell'arcobaleno

tono purissimo
evidentissimo
fiero e bellissimo

tanto che il viola
colore d'aiuola
è senza parola

lunedì 25 febbraio 2013

Lo Spirito

Noi percepiamo l'altissimo,
c'è rivelato il divino
solo attraverso lo spirito
che scruta tutto, persino

profondità impenetrabili
di chi ha creato il creato.
Chi può peraltro comprendere
cosa nell'uomo é celato

se non dell'uomo lo spirito?
Ecco, così nell'interno
l'esser nessuno può cogliere
tranne quel soffio d'eterno.

E poi, pensiamoci un attimo
non abbiam preso quel frutto
da questo mondo, lo spirito,
ma dal divino che è in tutto.

Quindi dovremmo già essere
abili nel percepire
tutte le cose bellissime
che fa il divino fluire.

È questo il nostro discorrere
spiritualista, non detti
d'umana scienza ma spiriti
spiritualmente diretti.

1 Corinzi 2,10-13
2:10ημιν δε γαρ απεκαλυψεν ο θεος δια του πνευματος το γαρ πνευμα παντα εραυνα και τα βαθη του θεου
2:11τις γαρ οιδεν ανθρωπων τα του ανθρωπου ει μη το πνευμα του ανθρωπου το εν αυτω ουτως και τα του θεου ουδεις εγνωκεν ει μη το πνευμα του θεου 2:12ημεις δε ου το πνευμα του κοσμου ελαβομεν αλλα το πνευμα το εκ του θεου ινα ειδωμεν τα υπο του θεου χαρισθεντα ημιν
2:13α και λαλουμεν ουκ εν διδακτοις ανθρωπινης σοφιας λογοις αλλ εν διδακτοις πνευματος πνευματικοις πνευματικα συγκρινοντες

venerdì 22 febbraio 2013

Il frutto

Sembra finzione la dura realtà
e non lascia speranza.
Anche se sembra non è verità
questo nuovo che avanza.

Ottimi spasimi, mezze virtù
ma di veri valori
non ce n'è punto, son tutte tribù
di ben pessimi attori.

Breve speranza, non trovi quaggiù
chi ti guidi nel mondo
solo cronisti con naso all'insù
ma nessuno profondo.

Ora è silenzio quest'alba del sé,
l'ululare del vuoto
chiede perché, ma perché, ma perché
come un eco remoto.

Dubbi, domande scottanti, falò
che non bruciano invano
spiriti, intenti, bisogni, però
resta intatto l'arcano.

Ma cosa sei vanità, vanità
vanità che sei tutto?
Sogni, sospiri, bellezza, bontà
e portare il mio frutto.

giovedì 21 febbraio 2013

L'ora che viene

L'ora che viene è per questo
per fare la storia del mondo
dice, per essere un gesto
mostrare il suo sé fino in fondo.

Dice per dire che adesso
quest'alba che sorge, che viene
viene ma non e' progresso
è gemito è pianto son pene.

Ecco son pronti quei tempi
di fame, di sete, di stenti
splendono pessimi esempi
e brillano luci apparenti.

Sogna un diverso sentire
di questo sentire ha bisogno
ma l'hanno presa le spire
e resta la vita nel sogno

Vincoli nuovi e fatati
rimangono nella credenza
logici, argomentati
son questi cascami d'essenza

Danzano infine le genti
di fronte al volere del fato
gli attimi ruban fuggenti
perché è tutto già preannunciato.

mercoledì 20 febbraio 2013

La croce

Parliamo d'essere sapidi
noi, tra persone mature
di una sapienza che supera
questa realtà nostra e pure

quella dei re marcescibili
delle città che abitiamo.
E' la sapienza dei deboli
quella di cui noi parliamo

quella sapienza misterica
che è stata bene nascosta
precede l'alba dei secoli
e fu per noi predisposta

per farci diventar splendidi
e che agli arconti, ai potenti
è affatto incomprensibile:
se di quel sale sapienti

questi signori ancor fossero
per il divino splendore
non servirebbe il patibolo.
Ma come è scritto: "il colore

che occhio mai vide ed il fremito
che mai fu udito, e nel cuore
rivoli che mai fluirono
son pronti già per chi ha amore”.

1 Corinzi 2,6-9
2:6σοφιαν δε λαλουμεν εν τοις τελειοις σοφιαν δε ου του αιωνος τουτου ουδε των αρχοντων του αιωνος τουτου των καταργουμενων 2:7αλλα λαλουμεν σοφιαν  εν μυστηριω την αποκεκρυμμενην ην προωρισεν ο θεος προ των αιωνων εις δοξαν ημων 2:8ην ουδεις των αρχοντων του αιωνος τουτου εγνωκεν ει γαρ εγνωσαν ουκ αν τον κυριον της δοξης εσταυρωσαν 2:9αλλα καθως γεγραπται α οφθαλμος ουκ ειδεν και ους ουκ ηκουσεν και επι καρδιαν ανθρωπου ουκ ανεβη α ητοιμασεν ο θεος τοις αγαπωσιν αυτον

martedì 19 febbraio 2013

Estasi

Eccolo eccolo
il levitare del sogno che appare:
piccolo piccolo
s'apre un pertugio sul nuovo sentire
come una tenera
dolce carezza che tutte le sere
ci trova fragili
e ci fa obliare per poi risentire
dentro le favole
quelle parole che echeggiano vere
e fan rivivere
cose, persone, paesaggi, chimere.
Vengono i brividi,
pensi e ripensi che questo sentire
era già vivido
e ora risuona nel rimescolare
tutte le briciole
d'attimi, d'estasi, d'onde del mare.
Restando immobili
dentro le palpebre scrutano il cuore
come incantesimo
gli occhi e ghermiscono questo bagliore
ed in un attimo
realizzi attonito che tutto è amore.

lunedì 18 febbraio 2013

Ogni suono ha un senso

Spesso mi sento straniero
perché le parole che ascolto
non han più volto
perché gli han tolto
tutta la forza di un gesto sincero.

Son proprio certe parole
ma non sono certo certezze
che poco avezze
a certe altezze
vedono infine la luce del sole.

Suoni dal suono confuso
che non danno segni di senso
son come incenso
qualcosa, penso
filtra la luce che il tempo gli ha infuso.

La radiazione di fondo
segnala il volere del niente
ormai si sente
continuamente
il blaterale confuso del mondo.

E se una voce lontano
udiamo, è un oracolo oscuro
ma il suono puro
di ogni futuro
cerca  qualcuno che scopra l'arcano

venerdì 15 febbraio 2013

L'orma, la norma e il nulla

Dal nulla le cose si formano
e tornano ad essere nulla.
Dal fare si forma la norma
Tra il dire e il non fare si culla

Nell'ombra chi trama riforma
la norma rendendola nulla.
E canta perche' il mondo  dorma
cosi' che si pasce e trastulla

Ma pur resta impressa quell'orma,
del nulla, che rende fasulla
la vita di chi non s'informa

sul vero e dal vero e maciulla
quei fragili fili e trasforma
se stesso nel niente e si annulla

giovedì 14 febbraio 2013

San Valentino

San Valentino
santo valente
è solamente
ora un santino

E da vicino
somiglia al niente
è deprimente
e piccolino.

Mangia l'ennesimo
cioccolatino
e invidia adesso

quel sant'Onesimo
adamantino
del giorno appresso.

mercoledì 13 febbraio 2013

L'oste

La mente ha vedute operose
e cerca continue risposte,
il nascer nel mondo gli impose
di vivere e amar senza soste.

E vuol far uscir quelle cose
che sono tenute nascoste:
son gigli, garofani e rose
che vengon nel cuore riposte.

E chi quei bei fiori ripose
che sa e che conosce chi foste
se può vi rincara la dose.

Ma liberi siete, che imposte
le cose diventano esose
e in questa osteria siete l'oste.

martedì 12 febbraio 2013

Odio il carnevale

Carnevale oggi impazza
si va tutti quanti in piazza
tutti in maschera vestiti,
tutti allegri e divertiti.
Ma nascosto, ecco un visino
perché è triste quel bambino?
Ha una lacrima sull' occhio
 è vestito da pinocchio.
"Ma che razza di vestito"
pensa mentre succhia il dito
e si piange il mondo intero
"quel pinocchio, un bimbo vero
lui voleva diventare
e io cosa devo fare?
Bimbo vero già ci sono
e son sempre stato buono,
perchè adesso, per destino
devo esser burattino?"
Da quel giorno, per lezione
prese questa decisione:
metter solo i propri panni
per i prossimi cent'anni.
Carneval gli serve adesso
a cercar d'esser se stesso

lunedì 11 febbraio 2013

La ragna

Io sono, fono, suono.
Io ceco, muto, sordo
Io sono. Io ricordo.
Io vengo. Io risuono.

Io penso. Dunque tuono,
io fulmine balordo.
Io mangio, sputo, mordo.
Io esisto, prendo, dono.

Io anima sfuggente
in quell'immensa ragna
che rende me divino.

E doverosamente
si sposta la montagna
davanti al mio cammino

venerdì 8 febbraio 2013

Vivere, ed essere spirito

Scelti per essere inutili
a questo mondo un po' ipocrita
noi respiriamo l'isterica
aria di un piano di sintesi
tra il mitologico e il tragico
tra il meritorio ed il futile,
ci dibattiamo in un ambito
molto ristretto, un'ipotesi
di vita molto teorica,
perché ben altro è possibile
solo le chiavi noi avessimo
della memoria dei popoli
che questa terra calcarono.
Chi ci ha voluto nascondere
questi tesori incredibili,
che noi pensiam non esistano
ma che son qui dietro l'angolo?
E la risposta è spontanea,
siamo noi stessi gli artefici
di questo inganno sub-cosmico
siamo noi stessi ad intessere
la ragnatela iperbolica
dove restiamo imperterriti
dandogli spago allegorico.
Cosa vogliamo ora chiedere
alla natura, al mirabile
atto creativo che nascere
ci fece un dì lontanissimo?
Nulla è da chiedere, al massimo
vivere, ed essere spirito.




giovedì 7 febbraio 2013

Il grimaldello

L'occhio ci scruta,
la carne è arresa
l'anima è presa
la voce è muta.

Quest'ombra è astuta
e in quest' impresa
la luce accesa
poco ci aiuta.

Questa oscuranza
serba le chiavi
d'ogni tranello.

Ma la speranza
è d'essere bravi
col grimaldello

mercoledì 6 febbraio 2013

Il destino

Pur c'è
destino
divino
nel sé.

Ed è
destino
persino
per me.

Si può
nel bene
far meglio.

Però
conviene
star sveglio!

martedì 5 febbraio 2013

Il tarlo



Tutto molto vago.

Tutto molto finto.

L'ego non è pago,

l'ego non è vinto.


Ci ha stregati un mago,

siamo in un recinto,

altro non indago

che questo dipinto.



E' dipinto astratto

non si sa cos'è

né come guardarlo.



E divento matto.

Ma  perché? Perché?

Mastica il mio tarlo.

lunedì 4 febbraio 2013

L'accesso

L'accesso voglio adesso
ai banchi di memoria
cerco perciò indefesso.
l'avita  nostra gloria.

Ma, se non hai il permesso
la svista è obbligatoria,
e più me ne interesso
più scordo questa storia.

Entrare è un privilegio
per pochi fortunati
che guidano il progresso.

Ma fuori, è un florilegio
di hacker e pirati
che craccano l'accesso.

venerdì 1 febbraio 2013

La lezione

Una chiara
posizione
è questione
molto rara

non si bara,
le persone
al solone
fan la tara.

Perciò impara,
la lezione
molto amara:

l'opinione
si dichiara
non s'impone!