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martedì 10 dicembre 2013

Riutilizzi

Assolti quei compiti ancora
riprovo a riscrivere il fato
sin d'ora mente mi tenta
sondando rimedi ed arcani.

Diventano complici i miti
di strani misfatti e misteri
e riti riprendono densi
poteri che abbiamo dismesso.

Utensili ancora in disuso
riflesso di tempi passati
al chiuso, in mobili e stipi
celati alla vista, evadono,

e tipiche forze d'assalto
invadono adesso il mio mondo
ribaltano ciò a cui aspiri
nascondono il sole che accorpi.

Respiri affannati sentiamo
dei corpi che odorano d'ombra

giovedì 16 maggio 2013

M'appago

Ancora di nuovo la lotta
battaglie di nuovo, non pago
d'avermi spaccato, l'incanto
riprende dove altri hanno spago.
Si prendono tutto il lasciato
l'atteso che io ho reso vago
l'informe, il non è, l'indeciso
sparisce, è il trucco di un mago,
mi lascia senz'anima e triste
ma quello che voglio, se indago
non è ciò che prendo, io voglio
il mio essere, l'io, la mia imago,
non voglio lasciarla a nessuno
non voglio gettarmi nel lago
del nulla che non sa chi sono,
e voglio io stesso esser ago
di questa mia bussola e andare
soltanto laddove m'appago.

mercoledì 27 marzo 2013

Unici

Ovunque suoni il suono delle fauci
dell'animale che ci rende animici
è liberante come certi ironici
decori che si fanno sugli intonaci
dipinti e in bella mostra sono i manici
di spade, armamentario dei dispotici
sovrani d'altri tempi, i machiavellici
padroni del motore, i faraonici
gestori del si e no, che ritiratici
tutti i pensieri forti e problematici
ci fanno prender pacchi di antibiotici
contro quei sani ceppi panmicrobici
che ci rendono belli ed anche empatici
e gridano da dentro "forza provaci!
che il mondo ha bisogno di drammatici
atti di gran coraggio e di fanatici
del proprio ruolo, e, in termini pratici
quel fabbricare che ci rende unici.

lunedì 21 gennaio 2013

L'immenso


Il carme si sciolse alla fine

e prese quel suo movimento
si mosse contento 
e volle la luce del sole
e usciron parole
e storie e memorie divine.
Il carme divenne un poema
e l'anima intese il trapasso
restando di sasso
di fronte all' archè delle cose
perché le dispose
secondo un mirabile schema
Il carme tradusse l'arcano
rendendolo oscuro altrimenti
né brezze né venti
ne intaccano il fragile senso:
se colgo l'immenso
capisco perché sono umano.