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venerdì 16 gennaio 2015

Analogia frattale

Tutto parla utilizzando
una lingua universale
che è substrato, sottostando

all'analogia frattale.
Quella lingua, che è il silente
lingua madre, come tale

ti rivela tutto e niente.
Tutto, infatti si rivela
perchè parla solamente

questa lingua, ma si cela
dietro stolide parole.
Ciò che emerge, dalla tela

è l'inopitata mole
di comportamenti, fatti,
storie, scene sotto il sole.

Tutto si rivela: infatti
lascia sempre l'invisibile
il suo marchio, senza astratti

sillogismi, sul visibile.
Sempre, senza alcuna falla
e, per quanto inverosimile

quel che è vero viene a galla.

giovedì 8 gennaio 2015

Sotto questo segno

Pace, bene, immenso amore
cuore, fegato e cervello
vita vera, strada e onore

a chi vuole me fratello,
a chi vive di fatica
densa, d'altro, meglio e bello,

a chi ha l'ombra come amica
ma rischiara come il sole
a chi è scritto da un'antica

nuova messe di parole.
L'uomo veramente umano
questo tu che è io, e che vuole

quel che voglio, e resta sano
anche quando sono immondo.
Pace, dentro questa mano

che sorregge dal profondo
chi vuol essere sorretto,
pace al cosmo, a questo mondo

maledetto e benedetto,
possa crescere quel regno
dove chi comanda è retto.

Pace, sotto questo segno.

lunedì 5 gennaio 2015

Zolfo

Si contempa con il cuore
questo accendersi, infiammarsi
di materia, quel bruciore,

lo sparire quando arsi
dalla fiamma che divora.
Questa è l'arte, il divamparsi

di quel fuoco che arde ancora:
la fervenza, l'ardimento.
Quando il fuoco ci colora

dei colori ardenti sento
che il bruciare di chi sono,
porta infatti a compimento

tutta l'opera, quel suono
d'armonie ch'io faccio puro,
santo e sacro, mentre intono

melodie, e intanto curo
ogni male, che svanisce
mentre brucio, chiaro o scuro.

Arde quel che più mi unisce
alla vita, e più mi ingolfo
più la fiamma mia fiorisce:

ecco cosa fa lo zolfo!

martedì 9 dicembre 2014

Pietre

Nere, dure, aspre pietre,
scaglie aguzze mai scagliate,
rocce, scure piastre, tetre

concrezioni, corrugate
superfici, le dendriti
dentro schegge levigate,

sforzi circolari, miti,
frange eretiche colpevoli
d'esser troppo, e troppo arditi

i suoi seguaci, ma mutevoli
le crociate pro o contro
lotte, inganni, deplorevoli

turbamenti a effetto scontro,
gorghi poco entusiasmanti,
citazioni per riscontro,

crasi, ellissi, disarmanti
giri invalsi di parole
tristi, orribili e pesanti

modi d'essere chi vuole
chi non siamo, le faretre
d'altre frecce verso il sole

nero, scaglie frecce e pietre.

venerdì 5 dicembre 2014

Sotto sopra

Sopra, sotto, senza senso
ci barbaglia questo abbaglio,
sogno, senza alcun assenso

nell'ingorgo del travaglio,
senza orgoglio, senza forme
senza l'ombra di uno sbaglio,

con assurdità abnorme
come seme senza frutto
o semantica difforme

senza storia né costrutto,
senza ordito, senza trama
ricordando niente e tutto

senza cedere alla brama
ma cedendo a chi mi opprime,
senza pancia che reclama

cibo, versi o solo rime,
dando tutto ciò che acquisto
ritenendo ciò che esprime

la mia vera essenza. Esisto
solamente perchè vivo.
Tutto, invece, è fritto misto

tra risate e aperitivo.

martedì 25 novembre 2014

Sei chi sei

Non ci basta l'occorrente
non ci bastano i denari
devi ovviare a questo niente
che è coperto dagli affari.

La dinamica ci mente
della mente, e sono vari
quegli scopi dell'assente
che ci rende poco chiari.

Tutto scorre, inutilmente
tutto ascolti, niente impari
tutto visita il presente

tutto sembri, nulla appari
sei chi sei, non chi diventi,
non l'esame che prepari.

venerdì 21 novembre 2014

Preghiera


Questa mia richiesta e voglia
vuole mantenere fermo
il proposito, che sfoglia
quel magnifico quaderno
scritto tra le dimensioni
tra l'effimero e l'eterno.
Quei legami, connessioni
quella interdipendenza
che ci fa sentire buoni
a voler solo l'essenza.
E che rende più sincero
l'atto, il prendere coscienza,
privo d'ogni menzognero
interesse di possesso
falso, artificiale o nero.
Tutto questo può in sé stesso
farsi nominare "Amore".
Quell'incanto, quell'amplesso
con il tutto, il cui odore
dalle estremità fiutiamo
conoscendolo col cuore,
ma che il fondo non capiamo.

martedì 18 novembre 2014

Il drago

Tutto, in testa, sono io
sono, penso, sogno, vago
Giove, Bacco, un altro dio,
mi concentro e mi divago

non do corda, poi do spago
ma sentendone brusio
tutto manca, poi m'appago.
sopraggiunge questo oblio.

Ispirato da Calliope
io mi compro, e tutto pago
anche ciò che al posto mio,
un'artista, o forse un mago
vuole uccidere, ma io
voglio cavalcarlo. E' un drago.

mercoledì 12 novembre 2014

Bianco

Bianco, nero, sole caldo
vita piena, caldo mare
più si insinua, più rinsaldo

cosa sono, cosa fare.
Da quel primo mio respiro
ho vissuto per amare,

vivo, penso, amo e inspiro
ogni giorno per uscire
da me stesso ma poi espiro

per tornare in me e scoprire
fede, immensi spazi e cielo
nelle pieghe del sentire,

cosa sono, dietro il velo
che mi cela, che nasconde
al di là di quel che anelo

la mia vera essenza e infonde
pura e immacolata grazia
che mi ispira e mi confonde

che mi satura e mi sazia
che mi rende più spavaldo.
La mia anima ringrazia

sotto questo sole caldo.

lunedì 10 novembre 2014

Nero

Nero, bianco, niente intorno
come l'alba senza sole
come luce senza giorno

o silenzio di parole,
questo immenso cielo d'ombra
ci propina ciò che vuole.

Come scia sul mare, ingombra
la mia via, mi sento vinto
la mia vita non è sgombra

da quel sole che è dipinto,
sole artato e ingannatore
spento, triste, cupo e finto.

Nero come il mio dolore
che è tutt'uno con il vento
che ora vomita calore

ora soffia tradimento.
Tutto, dentro, ti consuma,
resta inutile tormento

ti convince d'esser piuma
quando piomba tutto attorno,
sputa, erutta, sbava e fuma

mentre il dì non si fa giorno.

venerdì 7 novembre 2014

Tarli

Uno un'altro, un'altro ancora
quando tutto, quando niente,
la mia testa sogna e ignora

cosa salta nella mente.
Tutto e subito, ma intanto
niente e tardi, o mai, e assente

cosa sei e resta accanto
quella nera sensazione
che ti ammanta del suo manto.

Ecco, vedo la questione
che non campa e che non muore,
ma son fermo, mi si oppone

il mio stesso e ottuso onore.
Vedo, sento, ma non parlo
sento pure l'acre odore.

Nella testa rode un tarlo
ma perché perché perché,
soffro, ma di eliminarlo

non mi perito, non c'è
oltre me chi ci lavora
e ne osservo dentro me

uno, un'altro, un'altro ancora.

mercoledì 5 novembre 2014

Acqua semplice

I livelli di realtà
sono due, sono diverse
queste nostre due metà

che sentiamo, sono perse
una dentro l'altra, intrise
delle loro controverse

gerarchie, dei loro miseri
e meschini pesi indosso,
delle loro accese assise.

A noi sembra un paradosso
ma è corretto, è naturale.
Va ridotto tutto all'osso

per assaporare il sale
che sta nel sudore asciutto
del tuo credere, né vale

quel che adesso è niente e tutto:
il sapore del sapere
come l'osso di prosciutto

non disseta, devi bere
l'acqua semplice che ha
dentro sé, dissolte intere

micro e macro verità.

martedì 4 novembre 2014

Pensa un po'

Ho capito, adesso so,
ma non so ridire cosa,
ho capito ora però,

la mia mente non riposa.
Quello. Infatti. Veramente.
Vedo, penso, ma non osa

dire cosa la mia mente.
Sta di qua, ma è anche là.
E' quel senza, che è presente

dapertutto, in verità.
Dalla logica salire,
quella logica, che ha

poca logica, e sentire
nel sostrato quell'essenza
che non cerca il divenire.

Quello che rimane, assenza
d'esperienza e evoluzione:
quel che evolve infatti è senza

fine e senza soluzione.
Ho capito, ma non so
darne la dimostrazione

né ridirlo. Pensa un po'!

martedì 28 ottobre 2014

Il precipizio

Sono giunto al precipizio
più e più vole, ed ogni volta
son tornato a questo inizio

riciclando, senza molta
voglia di riaprire e usare
una simile raccolta

di memorie. E ricordare,
pesa più di molte vite
pesa, tanto da minare

ogni istante, ed atterrite
sono le cellule, le membra
del mio corpo, ed infinite

le mie remore, e mi sembra
d'esser senza più energie.
La mia essenza non rimembra

se ci siano anche le mie
vele oltre l'orizzonte
oltre il solco, se altre vie

son tracciate oltre quel monte.
Posso coglierne un indizio
solo attraversando il ponte

che sovrasta il precipizio.

martedì 21 ottobre 2014

E ora?

Una volta liberato
da corrive tentazioni
che ti nascono dal fato

di mancanze e privazioni
che rimane dell'umano?
Cosa fai? Che situazioni

ti ritrovi, quando in mano
non hai niente più da fare?
Qual è il senso del mondano

viver, cosa sai inventare?
Se non sai dare risposta
se non sai che raccontare

è perchè è stata posta
altra roba, nel tuo vuoto
altre cose, e ci si accosta

al di più, al grande ignoto
senza ricordare come
stiamo in questo andare immoto.

Ma c'è chi ricorda, eccome
e,dal vuoto lo hai evocato
richiamandolo per nome,

e ritorni imprigionato.

martedì 14 ottobre 2014

Tam tam

Batte ribatte ribatte
tam taratam taratam
questo tamburo, ma intatte

son le memorie, le ram
di cui restiamo dotati
con tutto l'ambaradam:

non si resettano, nati
in questo mondo d'olezzo
falso, di miti spennati.

Tam tara tam, pezzo a pezzo
le convenzioni si staccano
solo a carissimo prezzo

e piano piano si spaccano
tam tara tam, le catene,
e lentamente s'intaccano

quelle certezze, quel bene
che ci fa male, tam tam,
piano chi siamo rinviene,

dentro, ci piglia, tapam!
E le realtà vere o astratte
le ritroviamo, tam quam

tabula rasa, disfatte.

domenica 12 ottobre 2014

Erosione

Donano facili temi
queste parole inventate
per farci rompere schemi.

Nevi, tempeste fatate,
carmi, sincronici eventi
restano disincarnate

remore, scosse da venti
meditamente sospesi,
deboli, flebili, spenti.

E, se rimangono illesi,
dicono, recano, fanno
questi tormenti che ho, accesi

dalle memorie che il danno
mi regalò, ma non sono
che ospiti informi e non sanno

d'altro respiro, non suono,
ma tenebrosa temperie,
solo, fatica e frastuono.

Ora, diventano serie
queste tempeste che temi
sopra le spoglie macerie.

Vedi, comprendi. Ora tremi.

lunedì 6 ottobre 2014

L?abbandono

Questo abbandono di parti
che sono quello che fu
quelle più antiche, quegli arti
che non ci servono più,
è un suicidarsi, un perire
scaraventando quaggiù
storie diverse e fallire.

Ma è un fallimento trovato,
se riuscirai a ripartire
rendendo vivo il pensato
morto, che è quello che dona
l'indipendenza dal fato.

Puro immortale, persona
siamo realmente, ed il vivo
che ci trattiene, la buona
educazione, il corrivo
modo di porsi nel mondo,
l'essere vuoto e passivo,
è un sopravvivere immondo.

Vivere è questo, distrarti,
ma se ti vivi più a fondo,
muoiono certe tue parti.

giovedì 2 ottobre 2014

Tiepidi lampi

Fremiti, tiepidi lampi
d'altri sbiaditi barbagli
fulmini sparsi sui campi,
sfondoni, topiche, sbagli
restano poco appropriati
come quei filtri, quei vagli
che dei pensieri pensati
hanno scartato i più fini
e coi più grossi e bacati
hanno tracciato confini.

E confinati da soli,
sui nostri letti e cuscini
dove quei sogni, quei voli
in altri mondi riposano
restando miseri, soli,
i nostri fremiti osano
come si osa dormire,
poi, sul più bello si posano.

Tutto finisce, e finire
è definirsi, non scampi,
vivendo dentro alle spire
fremendo tiepidi lampi.

lunedì 29 settembre 2014

L'ora epica

Battiti d'ali rintoccano
come risacca del mare
c'entrano dentro, ci toccano
è un tramestio familiare.

Senti un fastidio, un distinto
formicolio, non sai stare
in questo mondo dipinto
se l'ora epica scocca.

Ora ti senti già vinto
non parli, chiudi la bocca
senti il rumore di fondo:
tocca rintocca rintocca...

E' questo l'unico mondo?
E' questo il male minore?
Siamo sul tetto o sul fondo?

Dentro risuona il rumore:
tutto per tutto per tutti
tutto per tutto e il colore
nero di pianti e di lutti
d'altri che ignorano e abboccano
mentre, dispersi nei flutti
vedono, sentono, toccano.