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mercoledì 27 agosto 2014

L'ultima meta

Dopo, la meta, quell'ultimo
scopo che tutto riveste,
quando dovesse, all'altissimo
e genitore celeste

rendere il regno di pace
dopo aver reso inattiva,
vana ed inefficace
qualsiasi istanza che viva

di cieca e ottusa obbedienza
e ogni rivalsa basata
su privilegi e potenza
potenzialmente lasciata.

Deve regnare, egli infatti
fino a che tutti i nemici,
ponga, e stiano nei fatti
sotto i suoi piedi felici.

Quando dovesse riuscire
ultimo, odioso, cattivo,
fiero avversario, il morire
è reso vano e inattivo.

1 Corinzi 15, 24-26

15:24 ειτα το τελος οταν παραδιδω παραδιδοῖ  την βασιλειαν τω θεω και πατρι οταν καταργηση πασαν αρχην και πασαν εξουσιαν και δυναμιν
15:25 δει γαρ αυτον βασιλευειν αχρις ἄχρι ου  θη παντας τους
εχθρους υπο τους ποδας αυτου
15:26 ἔσχατος ἐχθρὸς καταργεῖται ὁ θάνατος,

giovedì 14 agosto 2014

Altro possibile

E vi dico che il carnale
e il sanguigno non son atti
ad ereditare, infatti,
un reame spirituale.

Quel che è corrosione, dunque
non eredita in realtà
l'incorruttibilità
quel che resta sempre e ovunque.

Ecco, vi rivelerò
un segreto, un fatto estremo
tutti non ci assopiremo
diverremo altro però,

in un attimo, un istante
in un batter d'occhi, il giorno
in cui suonerà quel corno
l'ultimissimo sonante.

Risvegliati dalla morte
i defunti, incorruttibili
diverrano, e noi possibili
altre forme avremo in sorte.

1 Corinzi 15, 50-52

50 Τοῦτο δέ φημι, ἀδελφοί, ὅτι σὰρξ καὶ αἷμα βασιλείαν θεοῦ κληρονομῆσαι οὐ δύναται, οὐδὲ ἡ φθορὰ τὴν ἀφθαρσίαν κληρονομεῖ.51 ἰδοὺ μυστήριον ὑμῖν λέγω· πάντες οὐ κοιμηθησόμεθα πάντες δὲ ἀλλαγησόμεθα,52 ἐν ἀτόμῳ, ἐν ῥιπῇ ὀφθαλμοῦ, ἐν τῇ ἐσχάτῃ σάλπιγγι· σαλπίσει γάρ, καὶ οἱ νεκροὶ ἐγερθήσονται ἄφθαρτοι, καὶ ἡμεῖς ἀλλαγησόμεθα.

martedì 12 agosto 2014

Corpi

Se c'è un corpo che è dell'anima
ce n'è uno dello spirito
così è scritto, in questo ambito
l'uomo, il primo adamo, un'anima
diventò, vivente, e l'ultimo
uno spirito poetico
che inventa e che vivifica.

Ma le cose dello spirito
non dapprima, ma dell'anima,
poi il respiro, a tempo debito
e quel primo uomo, polvere
dalla terra, solo in seguito
il celeste uomo splendido.

Come polvere è l'archetipo
così sono quelli polvere,
e com' è celeste l'ultimo
son celesti anche i medesimi.

Se l'immagine impressaci
noi recammo della polvere
recheremo un'altra immagine:
la celeste dello spirito.

1 Corinzi 15, 44b-49

44b Εἰ ἔστιν σῶμα ψυχικόν, ἔστιν καὶ πνευματικόν.
45 οὕτως καὶ γέγραπται· Ἐγένετο ὁ πρῶτος ἄνθρωπος Ἀδὰμ εἰς ψυχὴν ζῶσαν· ὁ ἔσχατος Ἀδὰμ εἰς πνεῦμα ζῳοποιοῦν.
46 ἀλλ' οὐ πρῶτον τὸ πνευματικὸν ἀλλὰ τὸ ψυχικόν, ἔπειτα τὸ πνευματικόν.
47 ὁ πρῶτος ἄνθρωπος ἐκ γῆς χοϊκός, ὁ δεύτερος ἄνθρωπος ἐξ οὐρανοῦ.
48 οἷος ὁ χοϊκός, τοιοῦτοι καὶ οἱ χοϊκοί, καὶ οἷος ὁ ἐπουράνιος, τοιοῦτοι καὶ οἱ ἐπουράνιοι·
49 καὶ καθὼς ἐφορέσαμεν τὴν εἰκόνα τοῦ χοϊκοῦ, φορέσομεν καὶ τὴν εἰκόνα τοῦ ἐπουρανίου.

domenica 27 aprile 2014

Per i morti

Ed infatti che otterranno
quelli che son battezzati?
Per i morti? Cosa fanno?
Se quei morti, disgraziati

non risorgono per niente,
si battezzano per loro?
Perché, noi, continuamente
ci mettiamo, per lavoro

in pericolo, e ogni ora,
ogni giorno, muoio, eccome,
giuro, solo, perché ora
vi ho fratelli, in quel nome

di colui che ci è padrone .
Se, ad Efeso, racconto,
che ho affrontato anche il leone
cosa ne ho per tornaconto?

Che, se i morti non risorgono
abbuffiamoci e beviamo
perché infatti è inevitabile
che domani morti siamo.

1 Corinzi 15- 29-32

15:29επει τι ποιησουσιν οι βαπτιζομενοι υπερ των νεκρων ει ολως νεκροι ουκεγειρονται τι και βαπτιζονται υπερ αυτων 
15:30τι και ημεις κινδυνευομεν πασανωραν 
15:31καθ ημεραν αποθνησκω νη την υμετεραν καυχησιν αδελφοι ην εχω ενχριστω ιησου τω κυριω ημων 
15:32ει κατα ανθρωπον εθηριομαχησα εν εφεσω τι μοιτο οφελος ει νεκροι ουκ εγειρονται φαγωμεν και πιωμεν αυριον γαραποθνησκομεν

giovedì 13 marzo 2014

Divari

Menti diverse s'inventano sogni,
scrutano dentro i divari che abbiamo
dentro, divari incolmabili e oscuri
foschi divari di ellissi, d'iperboli
e sono menti che mentono, e sento

che superarsi permettono, ad ogni
piccola e inutile "a" che tracciamo
sopra l'instabile foglio, maturi
solo per essere colti, ma acerbo
dentro è il colore del nostro tormento.

Sanno di essere, loro ma ridono
eppur ci temono, sanno che siamo.
Sanno che il giorno in cui rifiutassi
di recitare la recita, io
sarei quest'opera, se, con l'accento.

Per questo voglio annunciare che sfido
la sorte, il karma maligno, io tramo
d'essere altro, e rotolan sassi
dalle colline del tempio, ed il mio,
perché il domani sia, oggi divento.

giovedì 6 marzo 2014

Vita in senso lato

Ciò che sai è deviato
dalla non presenza
dal non osservato,
da Sua Inesistenza.

Questo rio dal monte
non va verso il  mare
come questa fonte
non sa dissetare.

A chi ha il potere
piace il lato no
vuole mantenere
questo status quo.

Sterili racconti
hanno ribaltato
tutti gli orizzonti.
Vivi in senso lato.

Tutto, sembra strano,
va in verso contrario
aspettiamo invano
l'alba in quest'aquario.

liberamente tratto da
http://sacroprofanosacro.blogspot.it/2013/08/sps-larte-della-provocazione.html

venerdì 14 febbraio 2014

Lascia stare i santi

Non mi piace questo sciatto
rispecchiarsi in questo piatto
senza sale, che ogni anno
ci ridanno, questo inganno


questo tiepido osservare
i precetti che ci danno
questi preti senza tiare
della nuova religione


io dissento, io non c'entro
io voglio sentire dentro
cosa sento, cosa invento
non sentirlo da un cantore
non mi piace questo vento
fatto da un ventilatore


mi rifiuto d'esser chino
a ogni santo che la chiesa
che non c'è, ma ha i suoi richiami
che si nega e si palesa
ci propina, che si chiami
pippo, pluto o valentino

venerdì 31 gennaio 2014

Io no

Non sono, sono estinto
e già di questa cosa
t'ho illuso, e infine vinto
con opera ingegnosa.

Tutto ti dico, vile,
come se stia mentendo:
strategico e sottile
è cosa vedo e intendo.

Onoro le domande
però, in continuazione
ti insinuo un dubbio grande,
ti mando in confusione.

Ed hai ora paura
scroprendo strato a strato
quella verità, dura,
che ti ho somministrato.

Io no, io so, io vedo
e tu non vedi niente
e sfrutto il tuo bel credo
bacato ed incosciente.

domenica 29 dicembre 2013

Quello

Quello che sai non è
quel che ti hanno insegnato
il logos non è archè
è inganno calcolato.

Quello che intendi e vuoi
nessun altro lo vuole
e non ci sono eroi
che salvano il tuo sole.

Quello che ti appartiene
non è di questo mondo
il mondo ti trattiene
tenendoti sul fondo.

Quello che sei realmente
è cosa oscura e arcana
non sei cuore nè mente
sei energia sovrana.

Quello che sai è quello
che riesci a immaginare
con le ali di un uccello
viaggiando sopra il mare.

giovedì 31 ottobre 2013

Una cosmica lordura

Noi impazziti dall'essenza
dell'amor, voi rinsaviti
dentro ad essa, mentre senza
forze noi, voi invigoriti.

Voi coperti di splendore
noi, di contro, spudorati
in quest'era, in queste ore
affamati ed assetati

nudi, presi a pugni, errando
senza casa come cani
noi sfiancati, lavorando
con le nostre stesse mani,

dileggiati, pronunciamo
lodi, e, perseguitati
resistiamo, e confortiamo
pur venendo diffamati.

Diventati senza gloria,
una cosmica lordura,
fino a adesso siamo scoria
di ogni cosa, pura o impura.

1 Corinzi 4,10-13

4:10 ημεις μωροι δια χριστον υμεις δε φρονιμοι εν χριστω ημεις ασθενεις υμεις δε ισχυροι υμεις ενδοξοι ημεις δε ατιμοι
4:11 αχρι της αρτι ωρας και πεινωμεν και διψωμεν και γυμνιτευομεν και κολαφιζομεθα και αστατουμεν
4:12 και κοπιωμεν εργαζομενοι ταις ιδιαις χερσιν λοιδορουμενοι ευλογουμεν διωκομενοι ανεχομεθα
4:13 δυσφημουμενοι παρακαλουμεν ως περικαθαρματα του κοσμου εγενηθημεν παντων περιψημα εως αρτι

venerdì 25 ottobre 2013

Impersonare

Queste cose, cari, noi
ve le abbiamo impersonate,
io ed Apollo, perché voi
dentro noi le impariate,

e non sopra ciò che è scritto,
che nessuno, poi, soltanto
per quell'uno, vada dritto
contro un altro, per suo vanto.

Cosa mai ti rende unico
cosa hai, che non hai colto?
e se hai colto, quale merito,
cosa vanti, poco o molto

che non abbia preso in prestito?
Siete sazi, miliardari
e regnaste già a prescindere,
da noi altri, ma magari

voi già foste re nei fatti,
perché insieme regneremo.
Il divino, penso, infatti
noi inviati al fronte estremo

ha esibito come giostra
sulla morte, senza freno
perché diventiamo mostra,
per il mondo, umano o meno.

1 Corinzi 4,6-9

4:6 ταυτα δε αδελφοι μετεσχηματισα εις εμαυτον και απολλων  δι υμας ινα εν ημιν μαθητε το μη υπερ α  γεγραπται  ινα μη εις υπερ του ενος φυσιουσθε κατα του ετερου
4:7 τις γαρ σε διακρινει τι δε εχεις ο ουκ ελαβες ει δε και ελαβες τι καυχασαι ως μη λαβων
4:8 ηδη κεκορεσμενοι εστε ηδη επλουτησατε χωρις ημων εβασιλευσατε και οφελον γε εβασιλευσατε ινα και ημεις υμιν συμβασιλευσωμεν
4:9 δοκω γαρ  ο θεος ημας τους αποστολους εσχατους απεδειξεν ως επιθανατιους οτι θεατρον εγενηθημεν τω κοσμω και αγγελοις και ανθρωποις

venerdì 11 ottobre 2013

Il grande fuoco

Se qualcuno costruisce
sopra questo terrapieno
oro, argento, pietre lisce
legno, paglia oppure fieno

l'operato di ciascuno
diverrà chiaro e lampante
che quel giorno, salvognuno
si evidenzierà all'istante.

Perché proprio dentro il fuoco
è svelato e si saprà
di qual sorta è, molto o poco
dopo fuoco resterà

Se il lavoro, l'operato
resterà, chi ha costruito
verrà ben ricompensato,
se il lavoro è incenerito

ne risentirà, costui
che però verrà salvato
nella stesso modo in cui
questo fuoco è attraversato

1 Corinzi 3,12-15

3:12ει δε τις εποικοδομει επι τον θεμελιον χρυσιον αργυριον    λιθους τιμιους ξυλα χορτον καλαμην
3:13εκαστου το εργον φανερον γενησεται η γαρ ημερα δηλωσει οτι εν πυρι αποκαλυπτεται και εκαστου το εργον οποιον εστιν το πυρ αυτο δοκιμασει
3:14ει τινος το εργον μενει ο εποικοδομησεν  μισθον λημψεται 
3:15ει τινος το εργον κατακαησεται ζημιωθησεται αυτος δε σωθησεται ουτως δε ως δια πυρος …

martedì 8 ottobre 2013

Ambizioni dimesse

Quando un tizio, un cristiano
dice, io sono paolino,
ed un altro, io apolliano,
non son uomini, un pochino?

Ed Apollo, chi è costui?
e chi è Paolo? Sono araldi,
servi, attraverso cui
voi vi convinceste, saldi.

Come chi comanda ha dato
a ciascuno, io piantai,
ed è Apollo che ha annaffiato
ma è il divino, casomai,

che dà vita, cosicché
né chi pianta, né chi irriga
sono nulla, ma lo è
chi fa crescere la spiga.

Chi poi pianta o irriga uno
sono, uno, ma otterranno
un salario per ciascuno
misurato a ciò che fanno.


1 Corinzi 3,4-8

3:4 οταν γαρ λεγη τις εγω μεν ειμι παυλου ετερος δε εγω απολλω ουκ ανθρωποι   εστε
3:5 τι  ουν εστιν απολλως τι δε εστιν παυλος διακονοι δι ων επιστευσατε και εκαστω ως ο κυριος εδωκεν
3:6 εγω εφυτευσα απολλως εποτισεν αλλα  ο θεος ηυξανεν
3:7 ωστε ουτε ο φυτευων εστιν τι ουτε ο ποτιζων αλλ ο αυξανων θεος
3:8 ο φυτευων δε και ο ποτιζων εν εισιν εκαστος δε τον ιδιον μισθον λημψεται  κατα τον ιδιον κοπον

domenica 6 ottobre 2013

Lattanti

E non mi è stato possibile
il parlarvi spirituale
ma ho dovuto invece esprimermi
con linguaggio più carnale

Come bimbi molto piccoli
dell'essenza più sapiente
vi ho nutrito, come è regola,
con il latte solamente.

Non infatti, il cibo solido
potevate, non ancora,
mandar giù, ma è incommestibile
questo cibo pure ora.

Ed infatti, pure adesso
siete carne di diritto.
Dove infatti, molto spesso
c'è la brama ed il conflitto

dentro voi, quello che siete
non è carne solo, e umano
il procedere che avete,
il cammino quotidiano?

1 Corinzi 3,1-3
3:1καγω   αδελφοι ουκ ηδυνηθην λαλησαι υμιν  ως πνευματικοις αλλ ως σαρκινοις  ως νηπιοις εν χριστω
3:2γαλα υμας εποτισα  ου βρωμα ουπω γαρ εδυνασθε  αλλ ουδε  [ετι] νυν δυνασθε
3:3ετι γαρ σαρκικοι εστε οπου γαρ εν υμιν ζηλος και ερις   ουχι σαρκικοι εστε και κατα ανθρωπον περιπατειτε

mercoledì 15 maggio 2013

Forza divina

Non con parole retoriche
né con sapienza davvero
giunsi da voi, annunciandovi
questo divino mistero,

ma giudicai che qualsiasi
cosa vi avessi trasmesso
non fosse che il nome altissimo
quello, che in croce fu messo:

divenni debole e astenico
divenni un po' timoroso
divenni pieno di tremiti
per fare posto al glorioso.

La mia parola, il mio kérigma
non fu sapiente sofisma
ma fu apodittico spirito
ed apodittico sisma,

così perchè a convincervi
non fosse un'altra dottrina
nata da poveri uomini
ma fosse forza divina.

1 Corinzi 2,1-5

καγω ελθων προς υμας αδελφοι ηλθον ου καθ υπεροχην λογου η σοφιας καταγγελλων υμιν το μυστηριον του θεου ου γαρ εκρινα τι ειδεναι τι εν υμιν ει μη ιησουν χριστον και τουτον εσταυρωμενον καγω εν ασθενεια και εν φοβω και εν τρομω πολλω εγενομην προς υμας και ο λογος μου και το κηρυγμα μου ουκ εν πειθοις σοφιας λογοις αλλ εν αποδειξει πνευματος και δυναμεως ινα η πιστις υμων μη η εν σοφια ανθρωπων αλλ εν δυναμει θεου

mercoledì 8 maggio 2013

Uno

E riguardo ad ingerire
la mattanza che si fa
adorando l'apparire
noi sappiamo: non ci sta

adorare l'apparenza,
e nel mondo non si ha
tranne l'uno, un esistenza
che è per noi divinità.

Se si definisce tale
chi ci domina o chi è santo
terra terra, o spirituale
siamo sotto questo manto.

Ma per noi non c'è che uno
senza nome, genitore,
da lui tutto, tutti e ognuno
e noi verso lui e il suo amore,

e uno che maestà si chiami
ed ha un nome, un nome santo
tutto e tutti per suo tramite
e noi tramite il suo canto.

1 Corinzi 8,4-6
περι της βρωσεως ουν των ειδωλοθυτων οιδαμεν οτι ουδεν ειδωλον εν κοσμω και οτι ουδεις θεος ει μη εις και γαρ ειπερ εισιν λεγομενοι θεοι ειτε εν ουρανω ειτε επι γης ωσπερ εισιν θεοι πολλοι και κυριοι πολλοι [αλλ] ημιν εις θεος ο πατηρ εξ ου τα παντα και ημεις εις αυτον και εις κυριος ιησους χριστος δι ου τα παντα και ημεις δι αυτου

giovedì 25 aprile 2013

Riflessi

Vi scrissi le istruzioni chiaro e tondo
di non mischiarvi coi prostituiti
ma non con chi lo fa, e sta nel mondo,
gli ingordi ed i rapaci, o i gli asserviti
perché per non mischiarvi poi non sia
che dal mondo dobbiate andare via.

Invece, ciò che ho ho scritto è non mischiarsi,
se qualcuno fratello è sedicente,
con chi al libertinaggio voglia darsi
o con l'ingordo, o con chi adora il niente
con lo sguaiato, lo sbronzo o col rapace
e non mangiar con questi è buona pace.

E infatti per me questi, che son fuori,
li posso giudicare? E che ne so?
Voi giudicate tutti quei signori
se sono dentro a ognun di voi, però.
Quelli di fuori infatti, e ben si sa
Chi li ha creati li giudicherà.

Mandate via, di fuori da voi stessi,
il loro malvagissimi riflessi.

1 Corinzi 5,9-13
εγραψα υμιν εν τη επιστολη μη συναναμιγνυσθαι πορνοις  ου παντως τοις πορνοις του κοσμου τουτου η τοις πλεονεκταις και  αρπαξιν η ειδωλολατραις επει ωφειλετε  αρα εκ του κοσμου εξελθειν νυν δε εγραψα υμιν μη συναναμιγνυσθαι εαν τις αδελφος ονομαζομενος η πορνος η πλεονεκτης η ειδωλολατρης η λοιδορος η μεθυσος η αρπαξ τω τοιουτω μηδε συνεσθιειν
τι γαρ μοι  τους εξω κρινειν ουχι τους εσω υμεις κρινετε τους δε εξω ο θεος κρινει εξαρατε τον πονηρον εξ υμων αυτων

sabato 2 marzo 2013

Il lume

Fa che il mio estro mi conduca
fuori da questa messinscena
e dove sono, sorga un tempio
alla letizia dedicato,

che la sua grazia si produca
di giorno in giorno e quella pena
ci allevi e infine questo scempio
finisca e sia dimenticato,

dove son alberi a raccogliere
le piogge della primavera
sorgano strade di città
tortuose e strette come spira,

e finalmente possa cogliere
la santa pace della sera
vivendo questa verità
che, come l'aria, si respira,

e lì nascosto, finalmente,
riveda il lume familiare,
il lume santo della mente
rimasto immobile a vegliare.

lunedì 17 settembre 2012

Perdersi

Perdersi, senza trovarsi,
rimasti senza memoria
segnali e versi scomparsi,
eternità senza storia.

E poi ancora cercarsi
guardarsi ancora più dentro
spingersi fino a spaccarsi
per giungere al proprio centro.

Ed aspettare il silenzio
l'eco del proprio io vuoto
cercare il senso del senso,
la quiete del proprio moto.

Disinnescare l'incanto
l'esca di false carezze
e liberare quel pianto
che parte da quelle altezze.

Perdersi nella magia
del onnisciente pensiero
scorgere la propria via
la propria strada, il sentiero.