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mercoledì 5 marzo 2014

Stolidi

Vedo soltanto la stolida
gente, e i tanti invisibili
fili con cui la conducono
verso l'amor catatonico.

Stolida gente, le arcaiche
forme del nostro conoscere
più non ricorda, e dimentica
che la metà è cosa valida
più dell'intero, pazzoidi.

Stolida gente, si adopera,
per correr dietro al superfluo
quando la malva e l'asfòdelo
possono darle in un attimo
quello che il mondo di plastica
non le darà in molti secoli.

Stolida gente, non esita
a costruirsi ipotetiche
vie spirituali, senz'anima
o a farsi calcoli inutili
su chi comandi, tra i popoli,
e arrovellarsi lo stomaco
su come il mondo sia arido.

Stolida gente, io medito
d'essere altro ed andarmene,
io mi dissocio dal putrido
modo infruttuoso di vivere
in cui viviamo, godendoci
solo la vista di un monitor
dentro la rete che intessono
uomini che non esistono.

ispirato da:
Le opere e i giorni - 40-41
νήπιοι, οὐδὲ ἴσασιν ὅσωι πλέον ἥμισυ παντὸς
οὐδ’ ὅσον ἐν μαλάχηι τε καὶ ἀσφοδέλωι μέγ’ ὄνειαρ.

mercoledì 11 settembre 2013

Siamo seri

Come in tutti i santi ambiti
che riuniscono gli accoliti
le consorti di quei reprobi
devon stare zitte e immobili,

il parlar non gli è concesso,
il parlar non gli si addice,
ma con fare sottomesso
stiano come legge dice

e oltretutto se l'apprendere
è nei loro desideri
al marito, a casa, chiedano
perché, in fondo, siamo seri,

che una donna in assemblea
parli, è molto vergognoso!
Ma davvero? Questa idea,
questo santo e vigoroso

bel discorso è roba vostra?
O è arrivato solamente,
a voialtri in bella mostra?
(perché io non ne so niente...)

1 Corinzi 14, 33b-36

14:33 b ως εν πασαις ταις εκκλησιαις των αγιων
14:34 αι γυναικες  εν ταις εκκλησιαις σιγατωσαν ου γαρ επιτρεπεται  αυταις λαλειν αλλα υποτασσεσθωσαν   καθως και ο νομος λεγει
14:35 ει δε τι μανθανειν μαθεῖν θελουσιν εν οικω τους ιδιους ανδρας επερωτατωσαν αισχρον γαρ εστιν γυναικι λαλειν  εν εκκλησια 
14:36 η αφ υμων ο λογος του θεου εξηλθεν η εις υμας μονους κατηντησεν

lunedì 20 maggio 2013

Il grande balzo

Le vite degli angeli, siamo
e questo discutere, fare,
volere esser altro
da ciò che risplende nel cuore
ci limita, ecco, cos'è questa perdita?

A cosa, a chi somigliamo,
che cosa vediamo? Fanfare
ci invitano ad essere altro
da quello che dice l'amore
e dunque rischiamo di perder la semina.

Cosa ci lega ancora alla terra?
Occhi, salute, bellezza,
nascondersi ancora.
Vaghi ricordi di quel che eravamo
confondono adesso le carte.

E adesso pace non c'è, né c'è guerra.
Vento, incantata carezza,
che soffia e che accora.
Voci prestate allo spirito siamo,
ma senza parola né arte.

Ci restano intatte
le scie sulla pelle
dell'altro percorso che ho fatto.
Sul volto, disfatte
le cose più belle
si scorgono ancora, ed intatto
è quello che bramo,
dovunque io sono e mi alzo.

Attoniti siamo.
Dimentichi del grande balzo.

venerdì 8 febbraio 2013

Vivere, ed essere spirito

Scelti per essere inutili
a questo mondo un po' ipocrita
noi respiriamo l'isterica
aria di un piano di sintesi
tra il mitologico e il tragico
tra il meritorio ed il futile,
ci dibattiamo in un ambito
molto ristretto, un'ipotesi
di vita molto teorica,
perché ben altro è possibile
solo le chiavi noi avessimo
della memoria dei popoli
che questa terra calcarono.
Chi ci ha voluto nascondere
questi tesori incredibili,
che noi pensiam non esistano
ma che son qui dietro l'angolo?
E la risposta è spontanea,
siamo noi stessi gli artefici
di questo inganno sub-cosmico
siamo noi stessi ad intessere
la ragnatela iperbolica
dove restiamo imperterriti
dandogli spago allegorico.
Cosa vogliamo ora chiedere
alla natura, al mirabile
atto creativo che nascere
ci fece un dì lontanissimo?
Nulla è da chiedere, al massimo
vivere, ed essere spirito.




mercoledì 23 gennaio 2013

Ciò che è illuminato è luce - phaneroumenon phos estin (2)

Dalla luce generati
camminate, voi provando
a chi ci ha per ben creati
cosa è giusto, come e quando.

Non all'opera infruttuosa
della futile oscuranza
date l'adesion preziosa
ma esponetela ad oltranza.

Quel che avviene di nascosto
con vergogna è raccontato
tuttavia se viene esposto
chiaro è reso, è illuminato.

Si può dire, quindi, in nuce,
ciò che illuminato è luce.

Efesini 5, 6-13
5:6μηδεις υμας απατατω κενοις λογοις δια
ταυτα γαρ ερχεται η οργη του θεου επι τους
υιους της απειθειας 5:7μη ουν γινεσθε
συμμετοχοι αυτων 5:8ητε γαρ ποτε σκοτος
νυν δε φως εν κυριω ως τεκνα φωτος
περιπατειτε 5:9ο γαρ καρπος του φωτος εν
παση αγαθωσυνη και δικαιοσυνη και αληθεια
5:10δοκιμαζοντες τι εστιν ευαρεστον τω
κυριω 5:11και μη συγκοινωνειτε τοις εργοις
τοις ακαρποις του σκοτους μαλλον δε και
ελεγχετε 5:12τα γαρ κρυφη γινομενα υπ
αυτων αισχρον εστιν και λεγειν 5:13τα δε
παντα ελεγχομενα υπο του φωτος φανερουται
παν γαρ το φανερουμενον φως εστιν

martedì 22 gennaio 2013

Ciò che è illuminato è luce - phaneroumenon phos estin (1)

Non facciamoci ingannare 
dalle logiche del nulla
quelle son solo fanfare
della via vuota e fasulla,

via che viene dal gonfiarsi
del potere del divino
per i molti che son sparsi
e hanno perso il lumicino.

Navigate su altre coste
non sul nulla ingannatore
voi che tenebra già foste
siete luce del creatore.

Siate voi genìa, primizia
della luce, di cui il frutto
porta in sé bontà e giustizia,
porta verità su tutto.