Che tutto è normale, ma finto
che tutto inventato, dipinto,
che sono malato, già vinto
non è novità, lo so già.
Che il sole non fa primavera
che in fondo la bianca scogliera
nasconde la trama più nera
non è novità, lo so già.
Che ci hanno dipinto il futuro
di rosa, di chiaro, di scuro
che dietro la porta c'è un muro
non è novità, lo so già
Che siamo già vividi e apparsi,
che amare è solo trovarsi
nell'attimo di una catarsi
non so, anche se lo so già.
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giovedì 27 novembre 2014
sabato 30 agosto 2014
Tutto rientri nel tutto
Tutto difatti in subordine
mise, ai sui piedi mettendolo,
quando però, si rivendica
che ogni cosa in subordine
gli fu rimessa, si eccettua
chi tutto ha messo in subordine
a quegli stesso medesimo,
quando difatti in subordine
tutto sia stato rimessogli
anche lui, il figlio medesimo
sarà in subordine, postolo
da chi in subordine ha messogli
tutto, così che infine
tutto sia seme e anche frutto
tutte sian cose divine
e tutto rientri nel tutto.
1 Corinzi 15, 27-28
27 πάντα γὰρ ὑπέταξεν ὑπὸ τοὺς πόδας αὐτοῦ. ὅταν δὲ εἴπῃ ὅτι πάντα ὑποτέτακται, δῆλον ὅτι ἐκτὸς τοῦ ὑποτάξαντος αὐτῷ τὰ πάντα. 28 ὅταν δὲ ὑποταγῇ αὐτῷ τὰ πάντα, τότε αὐτὸς ὁ υἱὸς ὑποταγήσεται τῷ ὑποτάξαντι αὐτῷ τὰ πάντα, ἵνα ᾖ ὁ θεὸς πάντα ἐν πᾶσιν.
mise, ai sui piedi mettendolo,
quando però, si rivendica
che ogni cosa in subordine
gli fu rimessa, si eccettua
chi tutto ha messo in subordine
a quegli stesso medesimo,
quando difatti in subordine
tutto sia stato rimessogli
anche lui, il figlio medesimo
sarà in subordine, postolo
da chi in subordine ha messogli
tutto, così che infine
tutto sia seme e anche frutto
tutte sian cose divine
e tutto rientri nel tutto.
1 Corinzi 15, 27-28
27 πάντα γὰρ ὑπέταξεν ὑπὸ τοὺς πόδας αὐτοῦ. ὅταν δὲ εἴπῃ ὅτι πάντα ὑποτέτακται, δῆλον ὅτι ἐκτὸς τοῦ ὑποτάξαντος αὐτῷ τὰ πάντα. 28 ὅταν δὲ ὑποταγῇ αὐτῷ τὰ πάντα, τότε αὐτὸς ὁ υἱὸς ὑποταγήσεται τῷ ὑποτάξαντι αὐτῷ τὰ πάντα, ἵνα ᾖ ὁ θεὸς πάντα ἐν πᾶσιν.
giovedì 24 luglio 2014
E' normale
Sei dentro tale e quale
a quello che è normale
normale è ciò che è tale
perchè tutti lo fanno
Ma tutti, è micidiale
lo fanno, in generale
proprio perchè è normale
star dove gli altri stanno.
E mentre, bene o male
pensi che l'ideale
sia qualcosa banale
pensi al minore danno,
non credi, l'ansia sale
non ricordi, puntuale
l'impotenza ti assale.
Non sai, ma loro sanno.
a quello che è normale
normale è ciò che è tale
perchè tutti lo fanno
Ma tutti, è micidiale
lo fanno, in generale
proprio perchè è normale
star dove gli altri stanno.
E mentre, bene o male
pensi che l'ideale
sia qualcosa banale
pensi al minore danno,
non credi, l'ansia sale
non ricordi, puntuale
l'impotenza ti assale.
Non sai, ma loro sanno.
martedì 1 luglio 2014
Vive ciò che è morto
Ma quei morti, come si alzano
si domanderà quel tale,
con che corpo, si presentano
quei cadaveri, con quale?
Insensato! Cio che semini
ciò che interri lì nell'orto
sorge, cresce e si vivifica
solamente quando è morto
Ed inoltre ciò che semini
non è il corpo che verrà
ma è un chicco, un chicco misero
grano o quello che sarà.
E gli dà, l'imperscrutabile
a lui stesso un corpo, attento!
a ogni seme, il suo specifico
corpo proprio, a piacimento.
1 corinzi 15, 35-38
35 Ἀλλὰ ἐρεῖ τις· Πῶς ἐγείρονται οἱ νεκροί, ποίῳ δὲ σώματι ἔρχονται;
36 ἄφρων, σὺ ὃ σπείρεις, οὐ ζῳοποιεῖται ἐὰν μὴ ἀποθάνῃ·37 καὶ ὃ σπείρεις, οὐ τὸ σῶμα τὸ γενησόμενον σπείρεις ἀλλὰ γυμνὸν κόκκον εἰ τύχοι σίτου ἤ τινος τῶν λοιπῶν·38 ὁ δὲ θεὸς δίδωσιν αὐτῷ σῶμα καθὼς ἠθέλησεν, καὶ ἑκάστῳ τῶν σπερμάτων ἴδιον σῶμα.
si domanderà quel tale,
con che corpo, si presentano
quei cadaveri, con quale?
Insensato! Cio che semini
ciò che interri lì nell'orto
sorge, cresce e si vivifica
solamente quando è morto
Ed inoltre ciò che semini
non è il corpo che verrà
ma è un chicco, un chicco misero
grano o quello che sarà.
E gli dà, l'imperscrutabile
a lui stesso un corpo, attento!
a ogni seme, il suo specifico
corpo proprio, a piacimento.
1 corinzi 15, 35-38
35 Ἀλλὰ ἐρεῖ τις· Πῶς ἐγείρονται οἱ νεκροί, ποίῳ δὲ σώματι ἔρχονται;
36 ἄφρων, σὺ ὃ σπείρεις, οὐ ζῳοποιεῖται ἐὰν μὴ ἀποθάνῃ·37 καὶ ὃ σπείρεις, οὐ τὸ σῶμα τὸ γενησόμενον σπείρεις ἀλλὰ γυμνὸν κόκκον εἰ τύχοι σίτου ἤ τινος τῶν λοιπῶν·38 ὁ δὲ θεὸς δίδωσιν αὐτῷ σῶμα καθὼς ἠθέλησεν, καὶ ἑκάστῳ τῶν σπερμάτων ἴδιον σῶμα.
mercoledì 4 giugno 2014
Cicale
Lungo la dorsale
delle azioni impure
sorgono sorgenti
d'altre occupazioni
deste, le cicale
sono più sicure
vivono, sorgenti
mille luci e suoni.
Ecco, quelle dure
regole del male
come puri troni
d'esseri splendenti
come imperiture
leggi del banale
generano cloni
infelici e assenti.
delle azioni impure
sorgono sorgenti
d'altre occupazioni
deste, le cicale
sono più sicure
vivono, sorgenti
mille luci e suoni.
Ecco, quelle dure
regole del male
come puri troni
d'esseri splendenti
come imperiture
leggi del banale
generano cloni
infelici e assenti.
mercoledì 7 maggio 2014
Sparire
Sparire, e trasferirsi in altro mondo,
con le dovute ipotesi a contorno
diventa prioritario mentre affondo
nella palude della mia incoscienza.
Solo, e con un'anima che inondo
di ora in ora di pattume e scorno,
d'immagini evocate dall'odore
del nulla che ci opprime tutto intorno.
Sparire, e trasferire anima e cuore
nel continente in cui fa sempre giorno
dove essere me stesso ed il creatore
di tutto ciò che intendo ed ho coscienza.
Solo, ma non per questo vagabondo
amarmi tanto da rompere il senza
il non mi piace, il nulla tentatore
e vivere soltanto dell'essenza.
con le dovute ipotesi a contorno
diventa prioritario mentre affondo
nella palude della mia incoscienza.
Solo, e con un'anima che inondo
di ora in ora di pattume e scorno,
d'immagini evocate dall'odore
del nulla che ci opprime tutto intorno.
Sparire, e trasferire anima e cuore
nel continente in cui fa sempre giorno
dove essere me stesso ed il creatore
di tutto ciò che intendo ed ho coscienza.
Solo, ma non per questo vagabondo
amarmi tanto da rompere il senza
il non mi piace, il nulla tentatore
e vivere soltanto dell'essenza.
martedì 6 maggio 2014
Poesia
Poesia: la grandezza di un suono
il lieve bisbiglio, o il tuono
la musica delle parole
il canto che rende più conto.
Poesia, mare caldo al tramonto
e luci ritmate, ma invano
si mima l'essenza e mi duole
che l'aria non è già racconto.
Poesia, chiede a tutti perdono
e volge lo sguardo lontano
laddove mi porta la mano
parabole senza confronto.
Poesia, voci calde di un dono
che regola un vivere insano
e nella penombra non vuole
più rendere oscuro il mio sole.
il lieve bisbiglio, o il tuono
la musica delle parole
il canto che rende più conto.
Poesia, mare caldo al tramonto
e luci ritmate, ma invano
si mima l'essenza e mi duole
che l'aria non è già racconto.
Poesia, chiede a tutti perdono
e volge lo sguardo lontano
laddove mi porta la mano
parabole senza confronto.
Poesia, voci calde di un dono
che regola un vivere insano
e nella penombra non vuole
più rendere oscuro il mio sole.
domenica 4 maggio 2014
La via
La via per l'uscita cerchiamo:
abbiamo capito che siamo
nel vicolo cieco, e anche sordo
del mondo, del vivere insano.
La via ricerchiamo, ma invano,
chi prima di noi l'ha percorsa
non è ritornato, e il ricordo
si perde nel mare lontano.
La via è ben celata, e il richiamo
dell'ultima nostra risorsa
è forte, ma sento la morsa
del vento che ferma la mano.
La via: esser come quel ramo
che esce dal tronco, e rincorsa
così libertà, non c'è accordo
che può farlo tornare a bordo.
abbiamo capito che siamo
nel vicolo cieco, e anche sordo
del mondo, del vivere insano.
La via ricerchiamo, ma invano,
chi prima di noi l'ha percorsa
non è ritornato, e il ricordo
si perde nel mare lontano.
La via è ben celata, e il richiamo
dell'ultima nostra risorsa
è forte, ma sento la morsa
del vento che ferma la mano.
La via: esser come quel ramo
che esce dal tronco, e rincorsa
così libertà, non c'è accordo
che può farlo tornare a bordo.
giovedì 1 maggio 2014
Follia
Follia: la chiarezza di un'ora
la casa, la mesta dimora,
la vana illusione del mondo
è il nostro rifugio blindato.
Follia: la saggezza, il passato
è stanco, dimesso ricordo
più salgo, più al buio sprofondo
più cresco, più vengo schiacciato.
Follia: la realtà non migliora
viaggiandoci, e sono qui a bordo
sia cieco che muto che sordo
non so dove son destinato.
Follia: sole nero all'aurora
il debito, il patto, l'accordo,
contratto con chi vuole in fondo
che seguito a girare in tondo.
la casa, la mesta dimora,
la vana illusione del mondo
è il nostro rifugio blindato.
Follia: la saggezza, il passato
è stanco, dimesso ricordo
più salgo, più al buio sprofondo
più cresco, più vengo schiacciato.
Follia: la realtà non migliora
viaggiandoci, e sono qui a bordo
sia cieco che muto che sordo
non so dove son destinato.
Follia: sole nero all'aurora
il debito, il patto, l'accordo,
contratto con chi vuole in fondo
che seguito a girare in tondo.
domenica 16 marzo 2014
Vestiti di foschia
Trentamila sono i mitici
esiodici immortali
che si aggiran per le ere
posti a guardia degli umani
enigmatici e vestiti
di foschia, e come tali
chi non può o non sa vedere
oltre questa coltre, strani
sembreranno gli spartiti
che ci fan suonare, i mali
superiori al bene e nere
queste notti, ed il domani.
Ma quei miti, mai esistiti,
sono favole banali:
mai accadde che il potere
fosse in poche e oscure mani.
ispirato da:
esiodo - le opere e i giorni
252-255
τρὶς γὰρ μύριοί εἰσιν ἐfc πὶ χθονὶ πουλυβοτείρηι
ἀθάνατοι Ζηνὸς φύλακες θνητῶν ἀνθρώπων,
οἵ ῥα φυλάσσουσίν τε δίκας καὶ σχέτλια ἔργα
ἠέρα ἑσσάμενοι, πάντη φοιτῶντες ἐπ’ αἶαν.
esiodici immortali
che si aggiran per le ere
posti a guardia degli umani
enigmatici e vestiti
di foschia, e come tali
chi non può o non sa vedere
oltre questa coltre, strani
sembreranno gli spartiti
che ci fan suonare, i mali
superiori al bene e nere
queste notti, ed il domani.
Ma quei miti, mai esistiti,
sono favole banali:
mai accadde che il potere
fosse in poche e oscure mani.
ispirato da:
esiodo - le opere e i giorni
252-255
τρὶς γὰρ μύριοί εἰσιν ἐfc πὶ χθονὶ πουλυβοτείρηι
ἀθάνατοι Ζηνὸς φύλακες θνητῶν ἀνθρώπων,
οἵ ῥα φυλάσσουσίν τε δίκας καὶ σχέτλια ἔργα
ἠέρα ἑσσάμενοι, πάντη φοιτῶντες ἐπ’ αἶαν.
lunedì 3 marzo 2014
Carnevale non mi piace
Carnevale non mi piace
non mi piace travestirmi
voglio strarmene un po' in pace
senza stare a infastidirmi
con le maschere, col fatto
d'esser preso per estraneo
io vorrei, se sono gatto
esser gatto, e non un cane.
Ma una volta all'anno, dice
si può dar di matto! Lece!
ma io sono più felice
se una volta all'anno, invece
di giocare a rimpiattino
con chi sono, ed esser niente
cercar d'essere, un pochino
quel che sono veramente.
non mi piace travestirmi
voglio strarmene un po' in pace
senza stare a infastidirmi
con le maschere, col fatto
d'esser preso per estraneo
io vorrei, se sono gatto
esser gatto, e non un cane.
Ma una volta all'anno, dice
si può dar di matto! Lece!
ma io sono più felice
se una volta all'anno, invece
di giocare a rimpiattino
con chi sono, ed esser niente
cercar d'essere, un pochino
quel che sono veramente.
domenica 2 marzo 2014
Troppo
Pesa quest'ora balorda
più di qualsiasi opprimente
giorno, e l'anima è sorda
alle sirene del niente.
Pesano queste catene
più cent'anni di oblio,
quando ero libero, il bene
non era il bene, ero io.
Non siamo interi, ma pezzi
dimenticati e storditi
siamo inservibili attrezzi
senza né chiodi né viti
Suona dall'antichità:
nulla di troppo, ed è vero
e sai, lo vedi, metà
è più del tutto, l'intero.
più di qualsiasi opprimente
giorno, e l'anima è sorda
alle sirene del niente.
Pesano queste catene
più cent'anni di oblio,
quando ero libero, il bene
non era il bene, ero io.
Non siamo interi, ma pezzi
dimenticati e storditi
siamo inservibili attrezzi
senza né chiodi né viti
Suona dall'antichità:
nulla di troppo, ed è vero
e sai, lo vedi, metà
è più del tutto, l'intero.
venerdì 28 febbraio 2014
Quale voce ha la mia mente?
Forse ancora, tutti insieme
si può correre ai ripari
fare un salto, se ci preme,
coordinarci in modi vari.
Ma c'è un punto, oltre il quale
quel che occorre è il risveglio
non del bene, non del male
ma del nostro sacro meglio.
Oltre il quale questa scienza
si ritrae fa il suo ingresso
l'algoritmo che è in essenza
l'informatico progresso.
Un modello, che è perfetto
ma non crea nè inventa niente.
Cosa recito, che accetto?
Quale voce ha la mia mente?
Liberamente tratto da:
http://sacroprofanosacro. blogspot.it/2011/02/cosi-fan- tutti.html
si può correre ai ripari
fare un salto, se ci preme,
coordinarci in modi vari.
Ma c'è un punto, oltre il quale
quel che occorre è il risveglio
non del bene, non del male
ma del nostro sacro meglio.
Oltre il quale questa scienza
si ritrae fa il suo ingresso
l'algoritmo che è in essenza
l'informatico progresso.
Un modello, che è perfetto
ma non crea nè inventa niente.
Cosa recito, che accetto?
Quale voce ha la mia mente?
Liberamente tratto da:
http://sacroprofanosacro.
giovedì 27 febbraio 2014
L'universo parla
Ci parla, l'universo
e ci ascolta ogni foglia
ogni odore disperso
ci vuol bene, ci invoglia.
Vivo questa partita
chiedendo: dove sono?
Nel flusso della vita
o ai bordi, in abbandono?
Mi chiedo: cosa voglio
davvero, nel profondo?
Chi infonde senso e orgoglio
in me, che rendo al mondo?
Io sono qui per questo:
per rendermi completo
e render manifesto
l'ignobile segreto.
liberamente tratto da:
http://sacroprofanosacro.blogspot.it/2010/02/il-fiore-della-vita-e-una-bussola-che.html
e ci ascolta ogni foglia
ogni odore disperso
ci vuol bene, ci invoglia.
Vivo questa partita
chiedendo: dove sono?
Nel flusso della vita
o ai bordi, in abbandono?
Mi chiedo: cosa voglio
davvero, nel profondo?
Chi infonde senso e orgoglio
in me, che rendo al mondo?
Io sono qui per questo:
per rendermi completo
e render manifesto
l'ignobile segreto.
liberamente tratto da:
http://sacroprofanosacro.blogspot.it/2010/02/il-fiore-della-vita-e-una-bussola-che.html
lunedì 24 febbraio 2014
Replicanti
Ogni manifestazione,
ogni dramma, ogni consesso
ogni umana relazione
ogni fatto ritrasmesso
è all'origine imbrigliato
dal controllo, che è totale
nel reame sistemato
da chi in alto siede e sale.
Si, c'è sempre chi guadagna,
ma i padroni e del vapore
hanno teso questa ragna
per avere il nostro amore.
E ora sette e più miliardi
replicanti, rane a mollo
alimentano, infingardi
energia per il controllo.
liberamente tratto da:
http://sacroprofanosacro. blogspot.it/2012/02/i-motivi- dellillusione.html
ogni dramma, ogni consesso
ogni umana relazione
ogni fatto ritrasmesso
è all'origine imbrigliato
dal controllo, che è totale
nel reame sistemato
da chi in alto siede e sale.
Si, c'è sempre chi guadagna,
ma i padroni e del vapore
hanno teso questa ragna
per avere il nostro amore.
E ora sette e più miliardi
replicanti, rane a mollo
alimentano, infingardi
energia per il controllo.
liberamente tratto da:
http://sacroprofanosacro.
venerdì 21 febbraio 2014
Reti
Quando incontro questi blocchi
questi intoppi, questo fango
non so dire, coi miei occhi
come uscirne, se rimango
al livello del mio credo
ma se mi alzo in volo appena,
la visione cambia, e vedo
solo un grande fiume in piena.
Fallimento è una parola
figlia della mia paura
è un uccello che non vola,
è una rete che cattura.
L'universo ha i suoi segreti
ma io son sicuro che
ha disperso le sue reti
per tirarmi verso sé.
Liberamente tratto da:
http://sacroprofanosacro.blogspot.it/2011/02/flessibili-come-la-luce.html
questi intoppi, questo fango
non so dire, coi miei occhi
come uscirne, se rimango
al livello del mio credo
ma se mi alzo in volo appena,
la visione cambia, e vedo
solo un grande fiume in piena.
Fallimento è una parola
figlia della mia paura
è un uccello che non vola,
è una rete che cattura.
L'universo ha i suoi segreti
ma io son sicuro che
ha disperso le sue reti
per tirarmi verso sé.
Liberamente tratto da:
http://sacroprofanosacro.blogspot.it/2011/02/flessibili-come-la-luce.html
giovedì 20 febbraio 2014
Come i segni vanno intesi
Nel momento in cui osassi
affrontare questi esami
queste cose, turbe e ammassi
d'ombre e ipotesi a sciami
giungerebbero infiniti
al mio esser saltimbanco
coi pensieri un po' sbiaditi
e i capelli al sole, stanco.
Sole immenso, indicatore
d'ogni intento e direzione,
d' ogni occhiata, ogni rossore,
d' ogni elettrica intenzione.
Come ciò che non ho colto
più dell'anima mi pesi
lui conosce. In sogno ascolto
come i segni vanno intesi.
liberamente tratto da
http://sacroprofanosacro. blogspot.it/2010/02/nel- momento-in-cui-osassi- affrontarla.html
affrontare questi esami
queste cose, turbe e ammassi
d'ombre e ipotesi a sciami
giungerebbero infiniti
al mio esser saltimbanco
coi pensieri un po' sbiaditi
e i capelli al sole, stanco.
Sole immenso, indicatore
d'ogni intento e direzione,
d' ogni occhiata, ogni rossore,
d' ogni elettrica intenzione.
Come ciò che non ho colto
più dell'anima mi pesi
lui conosce. In sogno ascolto
come i segni vanno intesi.
liberamente tratto da
http://sacroprofanosacro.
mercoledì 19 febbraio 2014
Fili
Tutto segue quel sottile
filo logico, quel nesso,
e capito questo stile
tutto parla e a tutto hai accesso.
Ci si apre, saldi e certi
alla logica ispirata
resa solida da esperti
fatti, che l'hanno provata.
Questo è il filo da seguire
per guardare l'universo
per uscire dalle spire
dove adesso sei disperso.
Quel che semini nel mondo
ciò che sei e e ciò che fai
ha una vita, ed è poi in fondo
quella vita che tu dai.
liberamente tratto da
http://sacroprofanosacro. blogspot.it/2013/02/vivere-in- un-fotogramma-del-film.htm
filo logico, quel nesso,
e capito questo stile
tutto parla e a tutto hai accesso.
Ci si apre, saldi e certi
alla logica ispirata
resa solida da esperti
fatti, che l'hanno provata.
Questo è il filo da seguire
per guardare l'universo
per uscire dalle spire
dove adesso sei disperso.
Quel che semini nel mondo
ciò che sei e e ciò che fai
ha una vita, ed è poi in fondo
quella vita che tu dai.
liberamente tratto da
http://sacroprofanosacro.
martedì 4 febbraio 2014
Svendita
Oggi consumo il mio nome
perché si venda al mercato
senza sapere nè come
nè cosa in cambio mi è dato.
Che cosa voglio, che intendo
essere oggi, no so,
d'essere immobile attendo
per fare il salto, però.
Sogno o son desto, mi chiedo
dove mi trovo? Chi sono?
Sembra che vedo, e non vedo
mi sento in piedi, son prono.
Penso, non penso, non dico
dico, non penso, balbetto
poi mi zittisco, e l'antico
abito liso mi metto.
perché si venda al mercato
senza sapere nè come
nè cosa in cambio mi è dato.
Che cosa voglio, che intendo
essere oggi, no so,
d'essere immobile attendo
per fare il salto, però.
Sogno o son desto, mi chiedo
dove mi trovo? Chi sono?
Sembra che vedo, e non vedo
mi sento in piedi, son prono.
Penso, non penso, non dico
dico, non penso, balbetto
poi mi zittisco, e l'antico
abito liso mi metto.
venerdì 10 gennaio 2014
Sentore
Il dio di me stesso mi chiama
ne seguo col fiuto l'odore,
ne vedo soltanto la trama
soltanto il sottile sentore.
Quell'aria conosco, è di casa
da dentro si sente il suo suono
la mente ne è tutta pervasa,
ma io non capisco chi sono.
Mi perito d'esser assente
a questa mia chiama, non vedo
chi bussa dall'alto, suadente
e vuole imbastire il mio credo.
Io credo, io sono, io ho visto
io penso, io vivo, io sento,
io regno, io sogno, resisto
io viaggio, io resto, io tento.
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