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giovedì 12 giugno 2014

Fa giorno

Le cose che ho attorno
non sanno di niente
i moti, lo scorno,
i mille pensieri
le vie del ritorno,
è tutto sfuggente

E se con sinceri
propositi osservi
la vita di ieri,
il duro presente
e i tuoi desideri,
ti assalgono i nervi.

Tutto è inconcludente
ti perdi il contorno
ma se attentamente
rilevi ed osservi
ciò che normalmente
ti sfugge, fa giorno.

E vedi i protervi,
nascosti ingegneri
di questi coacervi
di intenti che hai intorno
che ci voglion servi
e senza pensieri.

mercoledì 8 gennaio 2014

La primula

Adesso, invece, il santissimo
l'essere puro d'amore
si ridestò dalla gelida
notte di chi è nel torpore

primo, primizia, primato
di quelli che s'assopirono
e anche tributo pagato
per un diverso respiro.

Quindi siccome attraverso
umano morte, ritrovo
mediante umano l'inverso:
si alzano i morti di nuovo.

Come difatti nel tipico
uomo, noi tutti si muore,
tutti la vita ricevono
nell'uomo puro d'amore

Ma per ognuno c'è un ordine
la propria tassonomia,
primo la splendida primula
verso di ogni poesia

di ogni canzone la musica,
poi chi conosce il suo canto
chi è di quell'essere splendido
dentro il suo esserci accanto.

1 Corinzi 15, 20-23

15:20 νυνι δε χριστος εγηγερται εκ νεκρων απαρχη των κεκοιμημενων
15:21 επειδη γαρ δι ανθρωπου θανατος και δι ανθρωπου αναστασις νεκρων
15:22 ωσπερ γαρ εν τω αδαμ παντες αποθνησκουσιν ουτως και εν τω χριστω παντες ζωοποιηθησονται
15:23 εκαστος δε εν τω ιδιω ταγματι απαρχη χριστος επειτα οι του χριστου εν τη παρουσια αυτου

mercoledì 4 dicembre 2013

MI dissocio (4)

Quindi come unico re
del mio stato e dell'essenza
vera e pura del mio sé,
io decreto in mia presenza

che l'incanto ora finisca,
via ogni velo, filtro, arcano,
ciò che è oscuro si chiarisca,
sia vicino o sia lontano;

si spediscano disdette
d'ogni sorta di contratto
se non scritto a chiare lettere
e da me scritto e redatto;

che si sciolga ogni mistero
relativo al mio passato
e ogni intreccio falso o vero
con chi resta a me legato;

ogni ombra di chi è stato
prima ancora che nascessi,
dentro me, o un antenato
e suoi lugubri pregressi.

E finisca finalmente
l'adesione a questo invaso
a cui non mi lega niente
né per forza, né per caso.

mercoledì 20 novembre 2013

Proclama (1)

Dico, ed affermo, la bella
nuova, di cui ho dato conto
che avete appreso, ed in quella
ora restate, e per conto

di quella nuova medesima
voi siete già preservati
se, alle parole ed al merito
di quella nuova attaccati

restate, a meno che crederci
sia stato vano e un po' stolto.
Vi ho consegnato, credetemi,
quel che tra i primi ho raccolto:

Cioè che il prescelto, quell'essere
che in sè compì ciò che è umano
per le mancanze degli uomini,
ma sopra, su un altro piano

come fu scritto morì
e in un sepolcro fu posto,
quel giorno, di venerdì.
ma non rimase deposto,

il terzo giorno riprese
i sensi, fu risvegliato
come chi crede già apprese
da quell'antico dettato.

1 Corinzi 15,1-4

15:1 γνωριζω δε υμιν αδελφοι το ευαγγελιον ο ευηγγελισαμην υμιν ο και παρελαβετε εν ω και εστηκατε
15:2 δι ου και σωζεσθε τινι λογω ευηγγελισαμην υμιν ει κατεχετε εκτος ει μη εικη επιστευσατε
15:3 παρεδωκα γαρ υμιν εν πρωτοις ο και παρελαβον οτι χριστος απεθανεν υπερ των αμαρτιων ημων κατα τας γραφας
15:4 και οτι εταφη και οτι εγηγερται τη ημερα τη τριτη  κατα τας γραφας 

mercoledì 6 novembre 2013

Progenie

Non per darvi una svegliata
questo ho scritto, veramente
ma alla mia progenie amata
per tenerlo bene a mente,

Se di pedagogi, invero
voi ne avete diecimila
nell'amore vivo e vero,
non ce n'è invece una fila

di papà, perchè nel nome
santo e vero, io son stato
che v'ho generati. Come?
Con il buon messaggio dato.

Diventate, vi consiglio,
come me, perciò vi mando
quel Timoteo, che è mio figlio
amatissimo, e al comando

di chi solo ci persuade
fedelissimo, e le mie
benedette e sante strade
vi ricorderà: le vie

dentro il nome che è in ciascuno
che io insegno dappertutto
in qualsiasi raduno
per portare ovunque frutto.

1 Corinzi 4,14-17
4:14 ουκ εντρεπων υμας γραφω ταυτα αλλ ως τεκνα μου αγαπητα νουθετων
4:15 εαν γαρ μυριους παιδαγωγους εχητε εν χριστω αλλ ου πολλους πατερας εν γαρ χριστω ιησου δια του ευαγγελιου εγω υμας εγεννησα
4:16 παρακαλω ουν υμας μιμηται μου γινεσθε
4:17 δια τουτο αυτο επεμψα υμιν τιμοθεον ος εστιν μου τεκνον αγαπητον και πιστον εν κυριω ος υμας αναμνησει τας οδους μου τας εν χριστω [ιησου] καθως πανταχου εν παση εκκλησια διδασκω

venerdì 5 luglio 2013

I doni

A qualcuno, è dato invero,
il discorrere sapiente
attraverso quel mistero
dello spirito immanente,

e secondo quel mestiere
dello spirito infinito
in un altro vi è il sapere,
il discorrere erudito.

Ecco, poi mi guardo in giro,
in un altro, c'è saldezza,
nel medesimo respiro,
nella stessa calda brezza.

Altro ha i doni di guarire,
altro invece è operante
nei poteri, altro sa dire
cose ispirate e sante,

chi gli spiriti distingue
e si sa ben districare,
chi si esprime in strane lingue,
chi le sa interpretare.

Quel medesimo e uno spirito
tutte queste cose fa,
in ciascun sé, ripartendole
come meglio vuole e sa.

1 Corinzi 12,8-11

12:8ω μεν γαρ δια του πνευματος διδοται λογος σοφιας αλλω δε λογος γνωσεως κατα το αυτο πνευμα
12:9ετερω πιστις εν τω αυτω πνευματι αλλω δε χαρισματα ιαματων εν τω ενι πνευματι
12:10αλλω δε ενεργηματα δυναμεων αλλω διακρισεις πνευματων ετερω γενη γλωσσων αλλω δε ερμηνεια γλωσσων
12:11παντα δε ταυτα ενεργει το εν και το αυτο πνευμα διαιρουν ιδια εκαστω καθως βουλεται

giovedì 6 giugno 2013

Follia

Questo logos,  proprio questo
della croce, è una follia
per chi si distrugge presto,
ma per noi, sia come sia,

che ci preserviamo interi,
è divina energia
Perché è scritto (sembra ieri)
spazzerò la scienza via

degli uomini sapienti,
e l'intelligenza umana,
di persone intelligenti
spiazzerò, rendendo vana.

Dov'è il saggio, lo scienziato?
dov'è co-ricercatore,
di quest'era, non è stato
reso sciapo dal creatore

questo cosmico sapore?
E poiché (santa sapienza!)
questo mondo, quel creatore,
non conobbe con la scienza,

piacque a lui, che la stoltezza
di un annuncio, un paradosso,
preservasse, chi ha saldezza,
chi è convinto fino all'osso.

1 Corinzi 1,18-21
1:18ο λογος γαρ ο του σταυρου τοις
μεν απολλυμενοις μωρια εστιν τοις
δε σωζομενοις ημιν δυναμις θεου
εστιν
1:19γεγραπται γαρ απολω την σοφιαν
των σοφων και την συνεσιν των
συνετων αθετησω
1:20που σοφος που γραμματευς που
συζητητης του αιωνος τουτου ουχι
εμωρανεν ο θεος την σοφιαν του
κοσμου
1:21επειδη γαρ εν τη σοφια του
θεου ουκ εγνω ο κοσμος δια της
σοφιας τον θεον ευδοκησεν ο θεος
δια της μωριας του κηρυγματος
σωσαι τους πιστευοντας

venerdì 24 maggio 2013

Demoni

Non mostratevi banali
adorando solo il nulla
come fecero quei tali
di cui è scritto: si trastulla

questo popolo, è cresciuto,
questo popolo, si è alzato
prima invece, era seduto
per mangiare sopra un prato.

Ne svendiamoci le membra,
non entriamo in quelle fila
che ne caddero, mi sembra,
in un dì ventitremila.

Né testiamo oltre misura
per vedere se va bene,
quell'essenza santa e pura
che ci ama e ci sovviene

come fecero quei tali
distruggendosi per niente
sotto gli incantati strali
del diabolico serpente.

Né lagnatevi, ingrugniti,
come loro, con livore,
distruggendosi, gli aviti
sotto il grande distruttore.

1Corinzi 10, 7-10
μηδε ειδωλολατραι γινεσθε καθως
τινες αυτων ωσπερ γεγραπται εκαθισεν 
ο λαος φαγειν και πειν και ανεστησαν
 παιζειν μηδε πορνευωμεν καθως τινες 
αυτων επορνευσαν και επεσαν μια ημερα 
εικοσι τρεις εκοσιτρες χιλιαδες μηδε 
εκπειραζωμεν τον κυριον καθως τινες 
αυτων επειρασαν και υπο των οφεων 
απωλλυντο μηδε γογγυζετε καθαπερ 
τινες αυτων εγογγυσαν και απωλοντο 
υπο του ολοθρευτου

lunedì 13 maggio 2013

L'errore

Se un astenico ti vede,
te, con tutta la tua scienza
che stai lì con chi ci crede
e ti mangi l'apparenza

non sarebbe incoraggiato
lui, che è debole di mente
lui che non è ben centrato
a mangiar l'inconsistente?

Si distrugge il potenziale,
attraverso la tua scienza
di quel debole, quel tale,
quel fratello, e adesso senza

dovrai farne, ed il risorto
l'esser logico, che viene
attraverso lui è morto.
Quindi proprio non conviene 

complicare la coscienza
di chi è debole, l'errore
lo fai contro quell'essenza
dello spirito creatore.

E se un cibo mai ci sia
che è di ostacolo al fratello,
non ne mangio, faccio mia
la sua pena, il suo fardello.

1 Corinzi 8, 10-13
εαν γαρ τις ιδη [σε] τον εχοντα γνωσιν εν ειδωλειω κατακειμενον ουχι η συνειδησις αυτου ασθενους οντος οικοδομηθησεται εις το τα ειδωλοθυτα εσθιειν απολλυται γαρ ο ασθενων εν τη ση γνωσει ο αδελφος δι ον χριστος απεθανεν ουτως δε αμαρτανοντες εις τους αδελφους και τυπτοντες αυτων την συνειδησιν ασθενουσαν εις χριστον αμαρτανετε διοπερ ει βρωμα σκανδαλιζει τον αδελφον μου ου μη φαγω κρεα εις τον αιωνα ινα μη τον αδελφον μου σκανδαλισω

lunedì 25 febbraio 2013

Lo Spirito

Noi percepiamo l'altissimo,
c'è rivelato il divino
solo attraverso lo spirito
che scruta tutto, persino

profondità impenetrabili
di chi ha creato il creato.
Chi può peraltro comprendere
cosa nell'uomo é celato

se non dell'uomo lo spirito?
Ecco, così nell'interno
l'esser nessuno può cogliere
tranne quel soffio d'eterno.

E poi, pensiamoci un attimo
non abbiam preso quel frutto
da questo mondo, lo spirito,
ma dal divino che è in tutto.

Quindi dovremmo già essere
abili nel percepire
tutte le cose bellissime
che fa il divino fluire.

È questo il nostro discorrere
spiritualista, non detti
d'umana scienza ma spiriti
spiritualmente diretti.

1 Corinzi 2,10-13
2:10ημιν δε γαρ απεκαλυψεν ο θεος δια του πνευματος το γαρ πνευμα παντα εραυνα και τα βαθη του θεου
2:11τις γαρ οιδεν ανθρωπων τα του ανθρωπου ει μη το πνευμα του ανθρωπου το εν αυτω ουτως και τα του θεου ουδεις εγνωκεν ει μη το πνευμα του θεου 2:12ημεις δε ου το πνευμα του κοσμου ελαβομεν αλλα το πνευμα το εκ του θεου ινα ειδωμεν τα υπο του θεου χαρισθεντα ημιν
2:13α και λαλουμεν ουκ εν διδακτοις ανθρωπινης σοφιας λογοις αλλ εν διδακτοις πνευματος πνευματικοις πνευματικα συγκρινοντες

venerdì 22 febbraio 2013

Il frutto

Sembra finzione la dura realtà
e non lascia speranza.
Anche se sembra non è verità
questo nuovo che avanza.

Ottimi spasimi, mezze virtù
ma di veri valori
non ce n'è punto, son tutte tribù
di ben pessimi attori.

Breve speranza, non trovi quaggiù
chi ti guidi nel mondo
solo cronisti con naso all'insù
ma nessuno profondo.

Ora è silenzio quest'alba del sé,
l'ululare del vuoto
chiede perché, ma perché, ma perché
come un eco remoto.

Dubbi, domande scottanti, falò
che non bruciano invano
spiriti, intenti, bisogni, però
resta intatto l'arcano.

Ma cosa sei vanità, vanità
vanità che sei tutto?
Sogni, sospiri, bellezza, bontà
e portare il mio frutto.

giovedì 21 febbraio 2013

L'ora che viene

L'ora che viene è per questo
per fare la storia del mondo
dice, per essere un gesto
mostrare il suo sé fino in fondo.

Dice per dire che adesso
quest'alba che sorge, che viene
viene ma non e' progresso
è gemito è pianto son pene.

Ecco son pronti quei tempi
di fame, di sete, di stenti
splendono pessimi esempi
e brillano luci apparenti.

Sogna un diverso sentire
di questo sentire ha bisogno
ma l'hanno presa le spire
e resta la vita nel sogno

Vincoli nuovi e fatati
rimangono nella credenza
logici, argomentati
son questi cascami d'essenza

Danzano infine le genti
di fronte al volere del fato
gli attimi ruban fuggenti
perché è tutto già preannunciato.

mercoledì 20 febbraio 2013

La croce

Parliamo d'essere sapidi
noi, tra persone mature
di una sapienza che supera
questa realtà nostra e pure

quella dei re marcescibili
delle città che abitiamo.
E' la sapienza dei deboli
quella di cui noi parliamo

quella sapienza misterica
che è stata bene nascosta
precede l'alba dei secoli
e fu per noi predisposta

per farci diventar splendidi
e che agli arconti, ai potenti
è affatto incomprensibile:
se di quel sale sapienti

questi signori ancor fossero
per il divino splendore
non servirebbe il patibolo.
Ma come è scritto: "il colore

che occhio mai vide ed il fremito
che mai fu udito, e nel cuore
rivoli che mai fluirono
son pronti già per chi ha amore”.

1 Corinzi 2,6-9
2:6σοφιαν δε λαλουμεν εν τοις τελειοις σοφιαν δε ου του αιωνος τουτου ουδε των αρχοντων του αιωνος τουτου των καταργουμενων 2:7αλλα λαλουμεν σοφιαν  εν μυστηριω την αποκεκρυμμενην ην προωρισεν ο θεος προ των αιωνων εις δοξαν ημων 2:8ην ουδεις των αρχοντων του αιωνος τουτου εγνωκεν ει γαρ εγνωσαν ουκ αν τον κυριον της δοξης εσταυρωσαν 2:9αλλα καθως γεγραπται α οφθαλμος ουκ ειδεν και ους ουκ ηκουσεν και επι καρδιαν ανθρωπου ουκ ανεβη α ητοιμασεν ο θεος τοις αγαπωσιν αυτον

martedì 19 febbraio 2013

Estasi

Eccolo eccolo
il levitare del sogno che appare:
piccolo piccolo
s'apre un pertugio sul nuovo sentire
come una tenera
dolce carezza che tutte le sere
ci trova fragili
e ci fa obliare per poi risentire
dentro le favole
quelle parole che echeggiano vere
e fan rivivere
cose, persone, paesaggi, chimere.
Vengono i brividi,
pensi e ripensi che questo sentire
era già vivido
e ora risuona nel rimescolare
tutte le briciole
d'attimi, d'estasi, d'onde del mare.
Restando immobili
dentro le palpebre scrutano il cuore
come incantesimo
gli occhi e ghermiscono questo bagliore
ed in un attimo
realizzi attonito che tutto è amore.

martedì 12 febbraio 2013

Odio il carnevale

Carnevale oggi impazza
si va tutti quanti in piazza
tutti in maschera vestiti,
tutti allegri e divertiti.
Ma nascosto, ecco un visino
perché è triste quel bambino?
Ha una lacrima sull' occhio
 è vestito da pinocchio.
"Ma che razza di vestito"
pensa mentre succhia il dito
e si piange il mondo intero
"quel pinocchio, un bimbo vero
lui voleva diventare
e io cosa devo fare?
Bimbo vero già ci sono
e son sempre stato buono,
perchè adesso, per destino
devo esser burattino?"
Da quel giorno, per lezione
prese questa decisione:
metter solo i propri panni
per i prossimi cent'anni.
Carneval gli serve adesso
a cercar d'esser se stesso

venerdì 25 gennaio 2013

Tutto diventa sogno

Incontri attori volti
parole voci idee
inviti non accolti
improvvide maree.

La nostra storia insegna
che cosa va nascosto
che cosa si rassegna
non trovare posto.

Mestieri arti lavori
passatempi giochini
suoni brividi odori
pietanze sughi vini.

Le cose han tutte senso
tutto si mostra e grida
tutto trasmette il denso
richiamo della sfida.

Miti storie racconti
carmi versi poesie
valli colline monti
stalle recinti stie.

Tutto diventa sogno
tutto trasmette amore
di tutto c'e' bisogno
in tutto c'e il creatore.