Che tutto è normale, ma finto
che tutto inventato, dipinto,
che sono malato, già vinto
non è novità, lo so già.
Che il sole non fa primavera
che in fondo la bianca scogliera
nasconde la trama più nera
non è novità, lo so già.
Che ci hanno dipinto il futuro
di rosa, di chiaro, di scuro
che dietro la porta c'è un muro
non è novità, lo so già
Che siamo già vividi e apparsi,
che amare è solo trovarsi
nell'attimo di una catarsi
non so, anche se lo so già.
Visualizzazione post con etichetta novenari. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta novenari. Mostra tutti i post
giovedì 27 novembre 2014
martedì 2 settembre 2014
Affiorando franai
Se il tempo, che adora le epoche,
può dire stagioni le estatiche
estati, e ai soliti demoni
esilio ridare fidandosi
ritengo fondati gli aneddoti
che al più lo descrivono cinico.
Perfino laddove rivendichi
di dare una forma retorica
alle anse, alle fila drammatiche
di queste folate semantiche.
Fiammate, son rime d'ipotesi
baciate dall'estro ipotetico
di questo maldestro e improbabile
e perso che sono, in quest'opera
che dono, anche se non sollecito
di partecipare alla recita
d'italia, perdono se pèrdono!
Io sono lo spirito vegeto
l'azione del sogno di vomeri
non ho più bisogno di erpici,
la terra mi sembra già fertile,
ma prima, una volta era sterile.
Adesso mi voglio intraprendere
di più, anche se non lo merito,
lassù non mi amano immobili,
ma cambiano, e altro diventano.
Nessuno diventa cercandosi
nessuno, ma ognuno si intrappola
ciascuno per proprio suo compito,
intanto chi sono dimentica.
Io, quando ero pronto ed estatico
dicevo facezie del tipico
non senso che non fa più ridere.
Io so che il riso e il satirico
soltanto agli stolti abbondano.
La notte è ancora fondissima
la notte rischiara una lampada,
rischiare la luce del solito
ed unico sole mi perito,
soltanto alla voce mi limito.
E intanto affiorando non franano
le rime che ho fatto, si tengono.
Ma mai mi dimentivo, mai
che un giorno, affiorando franai.
può dire stagioni le estatiche
estati, e ai soliti demoni
esilio ridare fidandosi
ritengo fondati gli aneddoti
che al più lo descrivono cinico.
Perfino laddove rivendichi
di dare una forma retorica
alle anse, alle fila drammatiche
di queste folate semantiche.
Fiammate, son rime d'ipotesi
baciate dall'estro ipotetico
di questo maldestro e improbabile
e perso che sono, in quest'opera
che dono, anche se non sollecito
di partecipare alla recita
d'italia, perdono se pèrdono!
Io sono lo spirito vegeto
l'azione del sogno di vomeri
non ho più bisogno di erpici,
la terra mi sembra già fertile,
ma prima, una volta era sterile.
Adesso mi voglio intraprendere
di più, anche se non lo merito,
lassù non mi amano immobili,
ma cambiano, e altro diventano.
Nessuno diventa cercandosi
nessuno, ma ognuno si intrappola
ciascuno per proprio suo compito,
intanto chi sono dimentica.
Io, quando ero pronto ed estatico
dicevo facezie del tipico
non senso che non fa più ridere.
Io so che il riso e il satirico
soltanto agli stolti abbondano.
La notte è ancora fondissima
la notte rischiara una lampada,
rischiare la luce del solito
ed unico sole mi perito,
soltanto alla voce mi limito.
E intanto affiorando non franano
le rime che ho fatto, si tengono.
Ma mai mi dimentivo, mai
che un giorno, affiorando franai.
giovedì 22 maggio 2014
Tuono
Il tuono, tempesta vicina
l'odore raccoglie il frastuono
risuonano nelle dimore
le voci, quel tuono che tuona
che poi ci sorprende, ed feroci
si fanno le gesta e gli eroi
e il dramma si staglia, ed il danno
di mille battaglie, la fiamma
si accende pian piano, scintille
diventano fuoco che prende
divampa, ti prende e tormenta
rendendoti fiaccola e lampada
e lume che illumina uscendo
da sè, dalla vita, dal fiume
dal giogo che opprime e non c'è.
l'odore raccoglie il frastuono
risuonano nelle dimore
le voci, quel tuono che tuona
che poi ci sorprende, ed feroci
si fanno le gesta e gli eroi
e il dramma si staglia, ed il danno
di mille battaglie, la fiamma
si accende pian piano, scintille
diventano fuoco che prende
divampa, ti prende e tormenta
rendendoti fiaccola e lampada
e lume che illumina uscendo
da sè, dalla vita, dal fiume
dal giogo che opprime e non c'è.
martedì 13 maggio 2014
La stia
La stia, dove siamo stipati
è stretta, ma siamo allevati
per essere pronti a fornire
il nostro soffrire e perdono.
La stia, dalla gabbia, che in dono
ci fanno chiamare dimora
dal cielo si fa comparire
quel lampo a cui segue un tuono.
La stia, stiamo al buio, tentati
di attendere ancora l'aurora
restando immobili, ora
carpendo ogni piccolo suono.
La stia, dissociarsi, schifati
e quando la vita migliora
diventare luce, fiorire
nell'ombra del nulla ed adire
la via, la follia, la poesia.
è stretta, ma siamo allevati
per essere pronti a fornire
il nostro soffrire e perdono.
La stia, dalla gabbia, che in dono
ci fanno chiamare dimora
dal cielo si fa comparire
quel lampo a cui segue un tuono.
La stia, stiamo al buio, tentati
di attendere ancora l'aurora
restando immobili, ora
carpendo ogni piccolo suono.
La stia, dissociarsi, schifati
e quando la vita migliora
diventare luce, fiorire
nell'ombra del nulla ed adire
la via, la follia, la poesia.
martedì 6 maggio 2014
Poesia
Poesia: la grandezza di un suono
il lieve bisbiglio, o il tuono
la musica delle parole
il canto che rende più conto.
Poesia, mare caldo al tramonto
e luci ritmate, ma invano
si mima l'essenza e mi duole
che l'aria non è già racconto.
Poesia, chiede a tutti perdono
e volge lo sguardo lontano
laddove mi porta la mano
parabole senza confronto.
Poesia, voci calde di un dono
che regola un vivere insano
e nella penombra non vuole
più rendere oscuro il mio sole.
il lieve bisbiglio, o il tuono
la musica delle parole
il canto che rende più conto.
Poesia, mare caldo al tramonto
e luci ritmate, ma invano
si mima l'essenza e mi duole
che l'aria non è già racconto.
Poesia, chiede a tutti perdono
e volge lo sguardo lontano
laddove mi porta la mano
parabole senza confronto.
Poesia, voci calde di un dono
che regola un vivere insano
e nella penombra non vuole
più rendere oscuro il mio sole.
domenica 4 maggio 2014
La via
La via per l'uscita cerchiamo:
abbiamo capito che siamo
nel vicolo cieco, e anche sordo
del mondo, del vivere insano.
La via ricerchiamo, ma invano,
chi prima di noi l'ha percorsa
non è ritornato, e il ricordo
si perde nel mare lontano.
La via è ben celata, e il richiamo
dell'ultima nostra risorsa
è forte, ma sento la morsa
del vento che ferma la mano.
La via: esser come quel ramo
che esce dal tronco, e rincorsa
così libertà, non c'è accordo
che può farlo tornare a bordo.
abbiamo capito che siamo
nel vicolo cieco, e anche sordo
del mondo, del vivere insano.
La via ricerchiamo, ma invano,
chi prima di noi l'ha percorsa
non è ritornato, e il ricordo
si perde nel mare lontano.
La via è ben celata, e il richiamo
dell'ultima nostra risorsa
è forte, ma sento la morsa
del vento che ferma la mano.
La via: esser come quel ramo
che esce dal tronco, e rincorsa
così libertà, non c'è accordo
che può farlo tornare a bordo.
giovedì 1 maggio 2014
Follia
Follia: la chiarezza di un'ora
la casa, la mesta dimora,
la vana illusione del mondo
è il nostro rifugio blindato.
Follia: la saggezza, il passato
è stanco, dimesso ricordo
più salgo, più al buio sprofondo
più cresco, più vengo schiacciato.
Follia: la realtà non migliora
viaggiandoci, e sono qui a bordo
sia cieco che muto che sordo
non so dove son destinato.
Follia: sole nero all'aurora
il debito, il patto, l'accordo,
contratto con chi vuole in fondo
che seguito a girare in tondo.
la casa, la mesta dimora,
la vana illusione del mondo
è il nostro rifugio blindato.
Follia: la saggezza, il passato
è stanco, dimesso ricordo
più salgo, più al buio sprofondo
più cresco, più vengo schiacciato.
Follia: la realtà non migliora
viaggiandoci, e sono qui a bordo
sia cieco che muto che sordo
non so dove son destinato.
Follia: sole nero all'aurora
il debito, il patto, l'accordo,
contratto con chi vuole in fondo
che seguito a girare in tondo.
mercoledì 26 febbraio 2014
Il vuoto
Il vuoto è lo spazio che abbiamo
che utilizzeremo domani
più grande di quello che siamo
e unifica l'io con gli umani
Lo spazio è buio, e di vuoto
è fatta la terra, ma poi
dal buio noi diventeremo
qualcosa, dipende da noi.
Dipende, ma è certo, sicuro
l'approdo, la fine del viaggio
essendo la meta un puro
dell'onda inondante appannaggio.
liberamente tratto da
http://sacroprofanosacro.blogspot.it/2013/02/riempire-lo-spazio-colmare-il-vuoto.html
che utilizzeremo domani
più grande di quello che siamo
e unifica l'io con gli umani
Lo spazio è buio, e di vuoto
è fatta la terra, ma poi
dal buio noi diventeremo
qualcosa, dipende da noi.
Dipende, ma è certo, sicuro
l'approdo, la fine del viaggio
essendo la meta un puro
dell'onda inondante appannaggio.
liberamente tratto da
http://sacroprofanosacro.blogspot.it/2013/02/riempire-lo-spazio-colmare-il-vuoto.html
mercoledì 12 febbraio 2014
Non aspettare il mattino
Non serve sforzarsi e lottare
la lotta non serve, è declino
ma serve un attento cammino
e poi rifermarsi a pensare.
Non c'è né vittoria né, pare,
sconfitta, ma il sé, da vicino
è come un eterno bambino
che non smette mai di giocare.
Fermarsi, riflettere, osare
non credere, esser perfino
invisibili, fare e disfare
ma non aspettare il mattino
per illuminarsi, e negare
il fato, il domani, il destino.
giovedì 30 gennaio 2014
Vita
La vita, e parlano i fatti
risulta indigesta nel mentre
ci induce a riempirci quel ventre
che vita si chiama, difatti.
La vita non sazia, riempie
gli spazi, se non sai goderne
e infila cinquine e quaterne
in quello che c'è tra le tempie.
La vita non vive nel tempo
che passa, non è indifferente
a quello che vede e che sente
si riempie di sé nel frattempo.
venerdì 17 gennaio 2014
Rifarci la rima
La rima ci manca, nel rivolo
umano, nel mondo che ho attorno
ripieno di incastri ed equivoci
in cui mi arrovello e mi scorno.
Non c'è solo buono o cattivo,
nè c'è solo andata e ritorno
non c'è solo attivo o passivo,
né solo pietanza o contorno,
ma c'è un'altro modo, ci arrivo
soltanto se ci faccio intorno
la rima, e il verso che scrivo
mi genera il ritmo, il ritorno,
la terra mi gira, e io vivo
guardando l'aurora ogni giorno.
umano, nel mondo che ho attorno
ripieno di incastri ed equivoci
in cui mi arrovello e mi scorno.
Non c'è solo buono o cattivo,
nè c'è solo andata e ritorno
non c'è solo attivo o passivo,
né solo pietanza o contorno,
ma c'è un'altro modo, ci arrivo
soltanto se ci faccio intorno
la rima, e il verso che scrivo
mi genera il ritmo, il ritorno,
la terra mi gira, e io vivo
guardando l'aurora ogni giorno.
venerdì 10 gennaio 2014
Sentore
Il dio di me stesso mi chiama
ne seguo col fiuto l'odore,
ne vedo soltanto la trama
soltanto il sottile sentore.
Quell'aria conosco, è di casa
da dentro si sente il suo suono
la mente ne è tutta pervasa,
ma io non capisco chi sono.
Mi perito d'esser assente
a questa mia chiama, non vedo
chi bussa dall'alto, suadente
e vuole imbastire il mio credo.
Io credo, io sono, io ho visto
io penso, io vivo, io sento,
io regno, io sogno, resisto
io viaggio, io resto, io tento.
martedì 10 dicembre 2013
Riutilizzi
Assolti quei compiti ancora
riprovo a riscrivere il fato
sin d'ora mente mi tenta
sondando rimedi ed arcani.
Diventano complici i miti
di strani misfatti e misteri
e riti riprendono densi
poteri che abbiamo dismesso.
Utensili ancora in disuso
riflesso di tempi passati
al chiuso, in mobili e stipi
celati alla vista, evadono,
e tipiche forze d'assalto
invadono adesso il mio mondo
ribaltano ciò a cui aspiri
nascondono il sole che accorpi.
Respiri affannati sentiamo
dei corpi che odorano d'ombra
riprovo a riscrivere il fato
sin d'ora mente mi tenta
sondando rimedi ed arcani.
Diventano complici i miti
di strani misfatti e misteri
e riti riprendono densi
poteri che abbiamo dismesso.
Utensili ancora in disuso
riflesso di tempi passati
al chiuso, in mobili e stipi
celati alla vista, evadono,
e tipiche forze d'assalto
invadono adesso il mio mondo
ribaltano ciò a cui aspiri
nascondono il sole che accorpi.
Respiri affannati sentiamo
dei corpi che odorano d'ombra
lunedì 18 novembre 2013
Trame
Di questa ragione fatata
ordiamo le fila e le trame
quest'ordine vince il pensare
nutrendosi solo di cose.
Nel retrobottega il cascame
di insolite idee senza tare
avanza, ma il compito nostro
e usarne soltanto le pose.
L'assenza di amore fa amare
due amanti soltanto d'inchiostro
ridicola è l'alba dorata
la notte nessuno riposa.
Il rospo è un principe mostro
non cerca più l'innamorata
lo specchio non ha più le brame
si spoglia in giardino la rosa.
ordiamo le fila e le trame
quest'ordine vince il pensare
nutrendosi solo di cose.
Nel retrobottega il cascame
di insolite idee senza tare
avanza, ma il compito nostro
e usarne soltanto le pose.
L'assenza di amore fa amare
due amanti soltanto d'inchiostro
ridicola è l'alba dorata
la notte nessuno riposa.
Il rospo è un principe mostro
non cerca più l'innamorata
lo specchio non ha più le brame
si spoglia in giardino la rosa.
lunedì 1 luglio 2013
Diverso diverso diverso
Diverso diverso diverso
la voce di dentro esitante
rivede il destino ispirante
che è sole, nel bel cielo terso.
Diverso dal mondo perverso
che mescola, mesto e umiliante
il dubbio, il respiro distante
nel mare del vago disperso.
Sentire ineffabile inverso
che senti di dentro, ma tace
che ascolti, silenzio loquace
miraggio che resta lontano
che resta per fascino arcano
diverso diverso diverso.
la voce di dentro esitante
rivede il destino ispirante
che è sole, nel bel cielo terso.
Diverso dal mondo perverso
che mescola, mesto e umiliante
il dubbio, il respiro distante
nel mare del vago disperso.
Sentire ineffabile inverso
che senti di dentro, ma tace
che ascolti, silenzio loquace
miraggio che resta lontano
che resta per fascino arcano
diverso diverso diverso.
giovedì 16 maggio 2013
M'appago
Ancora di nuovo la lotta
battaglie di nuovo, non pago
d'avermi spaccato, l'incanto
riprende dove altri hanno spago.
Si prendono tutto il lasciato
l'atteso che io ho reso vago
l'informe, il non è, l'indeciso
sparisce, è il trucco di un mago,
mi lascia senz'anima e triste
ma quello che voglio, se indago
non è ciò che prendo, io voglio
il mio essere, l'io, la mia imago,
non voglio lasciarla a nessuno
non voglio gettarmi nel lago
del nulla che non sa chi sono,
e voglio io stesso esser ago
di questa mia bussola e andare
soltanto laddove m'appago.
giovedì 2 maggio 2013
Fatidico
Orpelli, richiami, parafrasi
le cose che ho detto e voluto,
le immani farragini frivole
del cosmo in cui son cresciuto,
l'ordito e la trama che temono
l'intreccio che tessono adesso,
sparute occasioni di vivere
nel mondo di plastica e gesso.
Fatidico viene quell'attimo
in cui tutto accade e s'adopra
in cui devi esser quell'essere
riflesso del mondo di sopra.
lunedì 25 marzo 2013
Discernimemto
La parte animale degli uomini
non è recettiva allo spirito
follia è pertanto, e con merito
e non è capace di apprendere
perché è spirituale il discernere.
La parte dell'uomo che è spirito
discerne da sé ogni scibile
nessuno però può discernerla.
Com'è infatti la mente altissima?
E chi ha conosciuto quei vertici?
E chi ne istruirà il futuribile?
La mente noi abbiamo già cristica.
1 Corinzi 2, 14-16
ψυχικος δε ανθρωπος ου δεχεται τα του πνευματος του
θεου μωρια γαρ αυτω εστιν και ου δυναται γνωναι οτι πνευματικως
ανακρινεται ο δε πνευματικος ανακρινει μεν παντα αυτος δε υπ ουδενος
ανακρινεται τις γαρ εγνω νουν κυριου ος συμβιβασει
αυτον ημεις δε νουν χριστου εχομεν
martedì 5 marzo 2013
Sogna sogna sogna sogna
Incute il vento il cambiamento
piantiamo ancora inutilmente
rose, fioriscono già spente
ed il vociare saggio incrocia
l'io che non c'è: freddo pensare
a cosa, come diventare.
Anima mia, sogna la via
che di sfuggire ai lupi neri
e più difficile, di ieri
e sogna sogna sogna sogna
la verità che l'uomo rende
libero e vivo, e che si prende,
e che ci invoglia, ad ogni soglia
ad ogni pratica intrapresa
ad ogni piccola effe appresa
sabato 2 marzo 2013
Il lume
Fa che il mio estro mi conduca
fuori da questa messinscena
e dove sono, sorga un tempio
alla letizia dedicato,
che la sua grazia si produca
di giorno in giorno e quella pena
ci allevi e infine questo scempio
finisca e sia dimenticato,
dove son alberi a raccogliere
le piogge della primavera
sorgano strade di città
tortuose e strette come spira,
e finalmente possa cogliere
la santa pace della sera
vivendo questa verità
che, come l'aria, si respira,
e lì nascosto, finalmente,
riveda il lume familiare,
il lume santo della mente
rimasto immobile a vegliare.
fuori da questa messinscena
e dove sono, sorga un tempio
alla letizia dedicato,
che la sua grazia si produca
di giorno in giorno e quella pena
ci allevi e infine questo scempio
finisca e sia dimenticato,
dove son alberi a raccogliere
le piogge della primavera
sorgano strade di città
tortuose e strette come spira,
e finalmente possa cogliere
la santa pace della sera
vivendo questa verità
che, come l'aria, si respira,
e lì nascosto, finalmente,
riveda il lume familiare,
il lume santo della mente
rimasto immobile a vegliare.
Iscriviti a:
Post (Atom)