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giovedì 19 marzo 2015

Accorgiti!

Accorgiti, accorgiti, accorgiti...
è il suono lento e lieve
che sentiamo da oltre l'orizzonte.
"Accorgiti, accorgiti!"
-urlano stelle in cielo, urla la neve
da sopra il monte - "basta, non si beve
acqua da quella fonte,
ma fiele amaro e rabbia, non ti accorgi?"
Che cosa sai? Che cosa ti è nascosto?
Cosa consegui, cosa?
Cammini lungo i soliti sentieri
rimanendo sul posto,
non sai nemmeno tu perché non osano
il tuoi pensieri diventare rosa
restando gemma sterile,
enigmi a cui nessuno ha mai risposto.
Accorgiti, c'è un suono di tamburo
che rulla ogni secondo,
... procedi tam procedi tam procedi...
accorgiti non vedi?
C'è altro, oltre quel muro,
reale, come è vero questo mondo...
e ama, spera, credi nel profondo
ma non a scienze o fedi
ma solo a ciò che dentro te è più puro.
Accorgiti, il mondo gira storto
e tu di conseguenza:
vestiti di foschia
soliti ignoti sfruttano in tua assenza
l'estro e la tua poesia,
c'è un sole dentro te, te ne sei accorto?

lunedì 16 marzo 2015

Canzone per te


Canzone per te
Sorrisi, cenni, intese, pochi tratti
per incontrarsi ancora
dove il fato lavora
e rende inutile vederci bene.
Quando il tuo viso si avvicina, infatti
l'anima mia sovviene
come la prima ora
vibrando come vibrisse dei gatti.
Per conquistarti, spirito invincibile
sul capo ho una corona
e l'animo si introna,
vestendosi da principe del sogno
per te, mia sposa, segno inconfondibile
del primario bisogno
d'essere una persona
degna di diventare incorruttibile.
E non è infatuazione questo metro
che misura chi sono
con la saggezza e il tono
di chi mi vuole libero ma vero,
ché portandomi in giro avanti e indietro
con dolore e pensiero,
tenerezza e perdono,
mi rende trasparente come il vetro.
Moglie, compagna, sposa, amica mia
gemella sia di psiche
che di parole amiche
antagonista del mio puro ego
che frustri senza frusta, in allegria
tu, verità che nego
di novità antiche
t'amo, di questo amore che mi indía
e si trasforma in estro, arte, poesia.

venerdì 13 febbraio 2015

Canzone senza fretta


Vi voglio dedicare una canzone

ma non di quelle scritte dalla fretta

una canzone schietta

sonora e petrarchesca

che vi trasmetta solo un'emozione,

che faccia venir voglia d'esser letta.

Ma che riesca, dire non possiamo

perché quando si pesca

non puoi sapere cosa abbocca all'amo.



Voglio trovare, come un trovatore

cui la rima sorride e casca in mano

con arte da artigiano

da operaio, umilmente.

Trovare, e non cercare quel bel fiore

che spunta, che se il fiato indagatore

inutilmente gira su se stesso,

trovare è saggiamente

saper utilizzare il tuo riflesso.



Ed umile e intonato a questo metro,

mi faccio trasportare dalla rima

lasciando che si esprima

come comanda stanza,

che mi trascini seco avanti e indietro

ovunque il santo afflato spira: in cima

ai monti dove avanza senza freno

o in basso dove danza

portando via con sé l'arcobaleno.



Ovunque soffia il vento

sorge nuova poesia, ed i poeti

nascono dai sussurri di un accento

dai sogni lieti d'esseri diversi.

Lasciate che s'acquieti

il vostro cuore insieme a questi versi.

martedì 19 agosto 2014

L'abisso

Di tenebra è la notte:
nel buio si rincorrono domande
e voci ininterrotte,
e astrusi suoni e grande
tremore di battaglie, artigli e lotte.
La luce che si espande
dentro rimane chiusa, e non compresa.

Terribile è la notte
e qualche luce rimanendo accesa
non genera che idee vaghe e corrotte.

Cessate ogni pretesa,
e navigate a vista, il mondo è vasto
mollateci la presa
e quel che vi è rimasto
sussura quella voce malintesa,
la vita è questo impasto
di istinti, di ideali e d'apparenze.

Cessata ogni pretesa
ci restano le soltanto le incombenze
e tutto resta vago, nell'attesa.

La notte sa di assenze
e si inabissa buia ed indigesta.
Le nostre pertinenze,
lo spazio che ci resta
per essere le nostre vere essenze
è preso dalla voce immanifesta
che ci blandisce ma ci vuole schiavi.

Non vedo quelle assenze
e della porta non ho più le chiavi
rimaste come vaghe evanescenze.

Le idee si sono rotte
e noi malati gravi
ci intratteniamo. Tenera è la notte.

martedì 24 giugno 2014

Sette lune

Tutto è nascosto e oscuro
ma chiaro, se sei immune a quel veleno
che infesta questo muro
fatto di paglia e fieno
che limita il contorno del futuro:
il necessario freno
al tram del desiderio parallelo.

E dietro questo muro
si cela il vero e immanente cielo
che vuole solo te, puoi star sicuro.

Rompiamo questo velo
questa trama sottile che ci opprime
per non essere stelo
di un fiore senza rime
che su di noi già incombe un altro "celo"
senza la i, un regime
un celare ogni porta, ogni percorso
che porta a ciò che anelo
rendendomi ogni luce, ogni discorso
frutto senz'orto, mela senza melo.

E bersi ogni sorso
di verità distorta senza fiato
mangiarsi ogni morso
di cibo avvelenato
lasciando solo il torsolo
a denunciarne cosa ci hanno dato,
ed esserne perfettamente immune.

Vedere un altro corso
per quel che è mio, diverso dal comune
ma affermare lo stesso: io ho concorso.

Tutto è nascosto e oscuro
ma dopo sette lune
sorgerà il sole per chi è nascituro.

domenica 22 giugno 2014

L'inganno

Nel buio ci agitiamo
il nostro nome è dubbio e frainteso
ed abbocchiamo all'amo
del genio malinteso
che ci convince che quello che siamo
è il risultato atteso
d'anni d'evoluzione del cervello.
E, illusi, ci crediamo
per verità prendiamo tutto quello
che ci propina il nulla, e ci adeguiamo.

Il nulla ci è fratello
è tale e quale a noi, ma sa pressare
mettendoci un fardello
di attività da fare
ci ispira e ci conduce nel tranello
dove ci fa sperare
per renderci felici e sottomessi.
Felici, e sul più bello
riduce cosa siamo in compromessi,
e ti trasforma in pollo se sei uccello.

Siamo genia di fessi,
bacati, abbiamo già dimenticato
gli iperuranei amplessi
e diamo per scontato
che il sole ci darà quei suoi riflessi
e, fiori in questo prato
noi sbocceremo, aprendo la corolla
con gli annessi e connessi
oppure che ci sparerà una molla,
in alto, per raggiungere noi stessi.

E mentre noi sogniamo
l'assenza già ci incolla
su questa dura terra che abitiamo.

domenica 17 marzo 2013

Amore - Una canzone (3)

Se quella voce ci ammonì per prima
-ma disse pur che muove anche le stelle-
qualcosa ne sapeva, quel poeta
e infatti ha messo in rima
la verità, di quelle
che adesso non ci piacciono per niente.
La gente infatti stima
l'amore come la più bella meta
e sembra indisponente
chi dica che il cammino
sulla via dell'amor non è divino
quando su questa cera mal s'imprima.

L'amore quindi è pura fantasia
è il tutto che ci imbeve, è come il mare
infatti non si cerca, né si prende
ne si può buttar via
certo, se vuoi aspirare
a ciò che chiama San Paolo "i carismi"
è la migliore via
ma non è certo facile da apprendere
infatti ha tutti i crismi
di una iniziazione
e si fa sempre molta confusione
se ne vediam bontà sia come sia.

L'amore ci sovrasta e ci sostiene
e narra eternamente
la storia che contiene
la trama intelligente
e mentre narra scioglie le catene.

mercoledì 13 marzo 2013

Amore - Una canzone (2)

Amore è una parola ingannatrice
fondata dal poeta dell'esilio
che primo la illustrò e ne scrisse a iosa
ne parla con Beatrice
e prima con Virgilio,
mentre sta in Paradiso e in Purgatorio.
E non è adulatrice
la sua poesia, e invece della cosa
parla in contraddittorio:
"l'amore può acquistar diverse forme
e non son tutte orme
di spirito divino" infatti dice.

Il vate poi ammonisce il suo lettore
mettendo in bocca al mentore Virgilio
che verità è nascosta a chi si beve
ogni forma d'amore
e ci va in visibilio
pensando "ma che bello!". E scrisse questo
pensando al traditore
che usa l'italiano in modo lieve
o in modo disonesto
per fare confusione.
Amore è una parola che ci impone
di stare attenti a chi ne sia il latore

martedì 12 marzo 2013

Amore - Una canzone (1)

Amore, suono da dimenticare
parola spesso esposta come emblema
per far ciò che si vuole nella vita
parola da svuotare
da ogni vecchio schema
e da rivalutare nuovamente.
Cosa vuol dire amare?
Perché in questa parola ci si avvita?
Cosa vuol dir realmente?
È poco chiaro a tutti
e non si sa quali ne siano i frutti
da rigettare e quali coltivare.

Perché c'è anche un amore da buttare
l'amore che impetuoso ci sorprende
e ci incatena a questo sentimento
l'amore come il mare
che quando è mosso rende
difficile poterne dire bene
e che ti fa affogare
se non sai dominare le onde e il vento.
Daccordo, non conviene
buttarsi corpo e mente
nei flutti di un amore travolgente
ma è amore tutto questo? Che vi pare?

giovedì 29 novembre 2012

Canzone per l'Italia (4)

Trovarsi un bel mestiere
è la specialità
del genio, se di qua non è fuggito:
Leonardo, se ne andò a Parigi, ma
prima divenne al seguito dei Borgia,
ingegner del potere,
avendo così ben contribuito
a crear quella cultura che ci forgia:
salir sul carro del conquistatore
fare l'araldo al proprio protettore,
ed oggi come ieri
stare coperti al fianco del potente.

Cosi questi sentieri
ci portano al presente
il mare nero incalza, ed è ingrossato
dal debito che inarrestabilmente
ci rende più insicuri e si alimenta
dei nostri desideri
e chiede indietro quello che ci ha dato,
l'anima nostra intanto ci tormenta.
Ma il sole quando sorge, sorge piano
la luce si diffonde nel pantano:
son gli occhi di una donna
ancora "pien d'amore", il nostro faro.

Italia, la tua gonna
è stata mio riparo, ora al tuo sole
canto, restituendoti parole.

mercoledì 28 novembre 2012

Canzone per l'Italia (3)

E dalla porta aperta
è entrato pian pianino
quel lato oscuro in forma di un'oracolo
che da arcano si è fatto più vicino,
ma non così da scorgere al di sotto
la parte ima e coperta,
che passa da magnifico spettacolo,
a mesto chiacchiericcio da salotto,
coprendo, col dibattere in eterno
che pure chi si oppone è di governo
molto più che di lotta,
e il compromesso storico ne è il segno.

Ma chi ti ha mai ridotta
in questo stato indegno
soltanto il pur sapiente teleoblio?
Oppure era già tempo che il tuo regno
si degradasse alfin come fu fatto?
L'unione era corrotta,
opera di paziente lavorio.
Mancavan gli italiani, poi d'un tratto
divenuta repubblica privata,
fu piano piano tutta incanalata
nell'ombra del potere
e l'ombra del potere ormai ti ha.

martedì 27 novembre 2012

Canzone per l'Italia (2)

Italia dell'amore
e del cantar di rango
sei tu la terra che ospitò il poeta,
in cui son nato, e mestamente piango.
Terra meravigliosamente ricca
d'arte, d'ingegno e onore
di gente fantasiosa, fiera e lieta,
che giorno dopo giorno s'alambicca
per riuscire a quadrare il cerchio ancora
e sopravvive ormai ora per ora.
Il tuo passato è gloria.
Abisso sembra invece il tuo presente.

In questa nostra storia,
inesorabilmente,
ricorre il tema oscuro del mistero,
quando colpita al cuore un cor si sente:
"dove sei stata cosa hai fatto mai?"
Risponde lei con boria:
"meglio un buon falso che un orrendo vero!"
Che poi vuol dir sono una donna, ormai,
come ogni donna serbo i miei segreti,
che sono orrendi e di follia repleti,
ho la virtù scoperta
e bene o male questo è il mio destino.

lunedì 26 novembre 2012

Canzone per l'Italia (1)

La canzone del sole
cantava il cantastorie
quando l'Italia era nazione infetta.
Per noi che abbiamo dentro le memorie
del mare nero e le calzette rosse,
quelle son le parole,
quella è la nostra canzone perfetta.
Da questi lidi il mio velier si mosse
per raccontare quello che è accaduto
negli ultimi trent'anni in un minuto
Perché quell'infezione.
è in circolo e l'Italia ha reso inferma.

Italia, mia nazione
un tempo terraferma
da cui il mondo intero conquistare,
adesso divenuta un pachiderma
terra vischiosa, mesta e inospitale.
Ma per quale ragione
col corpo tuo proteso verso il mare
e l'azzurro colore nazionale
guardare verso il cielo più non vuoi?
Cos'è rimasto dentro gli occhi tuoi?
E' azzurro il tuo colore?
O preferisci il marrone del fango?

giovedì 22 novembre 2012

Magia (3)

Più ti conosci e più vuoi nel profondo
diventare davvero
un fiore in questo prato detto mondo,
mostrare quel che vuole
il proprio sé, e poi bruciare al sole.
Vivere per intero
questa stagione piena di colori,
poter dire "io c'ero,
sono venuto fuori,
son diventato fiore in mezzo ai fiori".

E adesso questo voglio,
e voglio avvenga alla maniera mia,
lo dico senza orgoglio
questa e' vera magia:
che dai pensieri nasca una poesia.

mercoledì 21 novembre 2012

Magia (2)

Chi cerca sé si cerca vanamente
non cerca sé l'amore
l'amore è dappertutto, solamente
se in altro siamo presi
ad altro pure alfin ci siamo arresi.
E non c'è molto onore
nel ricercar l'amore che ci imbeve:
se abbiamo un po' di cuore
questa ricerca è breve
come trovar in vetta un po' di neve

A cosa la magia ci serve allora
se tutto ci appartiene
e non dobbiam cercare niente ancora
e tutto ci è concesso
e a nulla non abbiam libero accesso?
Nel ciel tutto si tiene
e dunque, pure se tutto possiamo,
il nostro bene viene
amando, e non sappiamo
come si fa se ci conosciamo.

Magia (1)

La magia svela contenuti oscuri
ma poi rimane spesso
avidità e velleitarismo puri.
Ma la vera magia
è questa vita che diventa mia
e mi mostra me stesso
l'ombra riflessa che il corpo rivela
e che c'indica adesso
che dietro quella tela
la verità che libera si cela.

Quando mostriamo il sé di qualcun'altro
non siam divinatori
ma ci facciamo usare in modo scaltro.
Nostro è tutto il creato
e ci appartiene come ai fiori il prato.
E noi che siamo i fiori
di questo mondo, e ci vogliam restare
vogliamo venir fuori
e non dimenticare
il nostro cuore e il fiore far sbocciare.

giovedì 15 novembre 2012

L'onda (2)

Si sta formando un'onda
che viene dalla zona più profonda
del nostro profondissimo respiro
un'onda fatta a giro
si espande dapertutto
che porterà il suo frutto nella vita
all'ora stabilita
per ora tutto resta
in zona immanifesta
senza tradire gesta.

Ancora siamo qui, la notte è lunga
speriam che da catarsi l'onda funga
e che sul nostro mondo l'alba giunga.

mercoledì 14 novembre 2012

L'onda (1)

Che cosa fare adesso?
questa domanda, volentieri e spesso
si chiede chi vorrebbe saper tutto
seppur senza costrutto.
Risposte sino ad ora
non arrivano ancora, per l'appunto
nessun spunto è giunto,
non sentiamo segnali
si rimane banali
si resta tali e quali.

Ma dentro, la tua forma
s'inventa qualcos'altro e si trasforma
e poco a poco il cuore trasmutiamo.
Ma quello che facciamo
inaspettatamente
resta, apparentemente e dall'esterno,
tutto fermo a un'eterno
andare e poi venire
entrar prima di uscire
trovarsi e poi sparire.

venerdì 9 novembre 2012

Felicità (2)

Ecco dov'è l'inganno:
che la felicità non è mai piena,
esser felici è pena di domani
e l'oggi già ci sfugge dalle mani
e basta la sua pena
e non ci serve portar altro affanno.
Sentite qua che razza di pretese,
dovremmo a nostre spese
non farcela sfuggire ad ogni costo,
far debiti piuttosto.

E il debito si paga
viltà presente contro ansia futura,
cura fasulla contro male certo:
ridurre il nostro mondo in un deserto
contro madre natura
per la felicità che resta vaga.
E vaga nella notte del pensiero
fantasma menzognero
che appare quanto dormono gli intenti
lasciandoli dormienti.

La notte scende piano
piena di dubbi e pregna di follie
ora il silenzio regna e nelle stie
sogna il pollame umano.

giovedì 8 novembre 2012

Felicità

Limpida era la notte
piena di luci ed ombre, ed anche piena
di voci che venivano da fuori
limpida e sonnecchiante di colori
sfumati e di una vena
di toni grigi e di linee corrotte.
Era la notte di questa contezza
chiamata contentezza
era la notte di questa realtà
detta felicità.

Felicità nascosta
dentro le pieghe oscure del rimpianto
dentro la piaga del risentimento
e diventata il più dolce tormento
e come controcanto
la ricerchiamo invano senza sosta.
Ma cosa ricerchiamo se non siamo
certi di ciò che abbiamo
e scambiamo per meta già sicura
l'amenità futura?