Visualizzazione post con etichetta giambica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta giambica. Mostra tutti i post

martedì 2 settembre 2014

Affiorando franai

Se il tempo, che adora le epoche,
può dire stagioni le estatiche
estati, e ai soliti demoni
esilio ridare fidandosi
ritengo fondati gli aneddoti
che al più lo descrivono cinico.

Perfino laddove rivendichi
di dare una forma retorica
alle anse, alle fila drammatiche
di queste folate semantiche.

Fiammate, son rime d'ipotesi
baciate dall'estro ipotetico
di questo maldestro e improbabile
e perso che sono, in quest'opera
che dono, anche se non sollecito
di partecipare alla recita
d'italia, perdono se pèrdono!

Io sono lo spirito vegeto
l'azione del sogno di vomeri
non ho più bisogno di erpici,
la terra mi sembra già fertile,
ma prima, una volta era sterile.

Adesso mi voglio intraprendere
di più, anche se non lo merito,
lassù non mi amano immobili,
ma cambiano, e altro diventano.

Nessuno diventa cercandosi
nessuno, ma ognuno si intrappola
ciascuno per proprio suo compito,
intanto chi sono dimentica.

Io, quando ero pronto ed estatico
dicevo facezie del tipico
non senso che non fa più ridere.
Io so che il riso e il satirico
soltanto agli stolti abbondano.

La notte è ancora fondissima
la notte rischiara una lampada,
rischiare la luce del solito
ed unico sole mi perito,
soltanto alla voce mi limito.

E intanto affiorando non franano
le rime che ho fatto, si tengono.

Ma mai mi dimentivo, mai
che un giorno, affiorando franai.

lunedì 16 giugno 2014

Lucciole

Non andate a prender lucciole
che le buone consuetudini
si consumano e corrompono
se vi accompagnate al diavolo.

Perciò, disintossicatevi,
perbenino, e non perdetevi
in prosaiche ciance e chiacchere
che qualcuno, ignora al massino
il divino, e io per squotervi
ve lo dico, vergognatevi!

1 Corinzi 15,33-34
33 μὴ πλανᾶσθε· φθείρουσιν ἤθη χρηστὰ ὁμιλίαι κακαί.
34 ἐκνήψατε δικαίως καὶ μὴ ἁμαρτάνετε, ἀγνωσίαν γὰρ θεοῦ τινες ἔχουσιν· πρὸς ἐντροπὴν ὑμῖν λαλῶ.

mercoledì 5 marzo 2014

Stolidi

Vedo soltanto la stolida
gente, e i tanti invisibili
fili con cui la conducono
verso l'amor catatonico.

Stolida gente, le arcaiche
forme del nostro conoscere
più non ricorda, e dimentica
che la metà è cosa valida
più dell'intero, pazzoidi.

Stolida gente, si adopera,
per correr dietro al superfluo
quando la malva e l'asfòdelo
possono darle in un attimo
quello che il mondo di plastica
non le darà in molti secoli.

Stolida gente, non esita
a costruirsi ipotetiche
vie spirituali, senz'anima
o a farsi calcoli inutili
su chi comandi, tra i popoli,
e arrovellarsi lo stomaco
su come il mondo sia arido.

Stolida gente, io medito
d'essere altro ed andarmene,
io mi dissocio dal putrido
modo infruttuoso di vivere
in cui viviamo, godendoci
solo la vista di un monitor
dentro la rete che intessono
uomini che non esistono.

ispirato da:
Le opere e i giorni - 40-41
νήπιοι, οὐδὲ ἴσασιν ὅσωι πλέον ἥμισυ παντὸς
οὐδ’ ὅσον ἐν μαλάχηι τε καὶ ἀσφοδέλωι μέγ’ ὄνειαρ.

giovedì 6 febbraio 2014

Nel frattempo

Nel frattempo, il mondo fagocita
tutto il tempo e il tuo spazio inglobandoli
dentro l'ombra, e lascia nell'animo
sensazioni di vuoto impossibile.

Siete voi, io vi vedo, i legittimi
proprietari di queste metropoli,
dei antichi, adesso celatisi
nella mia noncuranza di plastica.

Tutti avete convinto, strategici
che la vostra presenza è impensabile
ma il timone è rimasto, con merito
a voi, militi infaticabili.

La più grande corrente, che supera
ogni forma e reame, ogni logica
scorre sempre, rimane a prescindere
dalla vostra intenzione, e a convincerla

voi provate che l'isola immobile
conquistata con un incantesimo
abbia senso soltanto tenendola
come voi ritenete più comodo.

Onorate l'amor, raggirandolo
ed il mondo, impalpabile, perfido
conseguenza è dell'opera subdola
della vostra presenza invisibile.

Nel frattempo, il mondo fagocita
tutto il tempo e il tuo spazio inglobandoli
dentro l'ombra, e lascia nell'animo
sensazioni di vuoto impossibile.

lunedì 26 agosto 2013

Codici inesplicabili

Dicono che l'uomo è semplice,
credono, ma poi si sbagliano,
l'anima, gli resta un indice,
tragico, di ciò che è debole.

Dicono, che non è inutile
rendere la vita semplice,
girano, le nostre fragili,
scatole, per cose futili.

Eccolo, il giorno è magico,
rendilo, soltanto vivido,
montaci vicissitudini,
vivilo, e intanto godilo.

Restano, nel nostro pratico
piccolo cassetto eterico
carichi di solitudine
codici inesplicabili.

domenica 16 giugno 2013

Eccomi

Tutta la vita è logica:  eccomi,
merito questa coscienza volatile
restano nel repository ipotesi:
occhi per vivere e orecchie per ridere.

Io sono, e questo diventa un "eccomi!"
spingono dentro le forze dell'anima
sorgono nuovi orizzonti alla fisica
l'estro che nasce dall'io che dimentica.

Uno, soltanto, mi guida, e io "eccomi!"
grido, seguendolo nelle dinamiche
della mia vita, che cambia nutrendomi
del nostro supero pane degli angeli.

lunedì 6 maggio 2013

Tempo sistaltico

Ed ora questo io predico,
che adesso cambi la musica,
non è più tempo per diastole
è tempo d'esser sistaltici:
per quelli che moglie avessero,
come se fossero celibi
per quelli che s'affliggessero,
come se niente di tragico
ci fosse, ed i contentissimi
fare come non lo fossero,
quelli che spendono e spandono
come se nulla tenessero,
quelli che il mondo utilizzano
come se non ne abusassero,
che questo suo schema cosmico
è di per sé temporaneo.


1 Corinzi 7,29-31
τουτο δε φημι αδελφοι ο καιρος συνεσταλμενος εστιν
το λοιπον ινα και οι εχοντες γυναικας ως μη εχοντες
ωσιν και οι κλαιοντες ως μη κλαιοντες και οι
χαιροντες ως μη χαιροντες και οι αγοραζοντες ως μη
κατεχοντες και οι χρωμενοι τον κοσμον ως μη
καταχρωμενοι παραγει γαρ το σχημα του κοσμου τουτου

mercoledì 27 marzo 2013

Unici

Ovunque suoni il suono delle fauci
dell'animale che ci rende animici
è liberante come certi ironici
decori che si fanno sugli intonaci
dipinti e in bella mostra sono i manici
di spade, armamentario dei dispotici
sovrani d'altri tempi, i machiavellici
padroni del motore, i faraonici
gestori del si e no, che ritiratici
tutti i pensieri forti e problematici
ci fanno prender pacchi di antibiotici
contro quei sani ceppi panmicrobici
che ci rendono belli ed anche empatici
e gridano da dentro "forza provaci!
che il mondo ha bisogno di drammatici
atti di gran coraggio e di fanatici
del proprio ruolo, e, in termini pratici
quel fabbricare che ci rende unici.

lunedì 25 marzo 2013

Discernimemto

La parte animale degli uomini
non è recettiva allo spirito
follia è pertanto, e con merito
e non è capace di apprendere
perché è spirituale il discernere.

La parte dell'uomo che è spirito
discerne da sé ogni scibile
nessuno però può discernerla.

Com'è infatti la mente altissima?
E chi ha conosciuto quei vertici?
E chi ne istruirà il futuribile?

La mente noi abbiamo già cristica.

1 Corinzi 2, 14-16

ψυχικος δε ανθρωπος ου δεχεται τα του πνευματος του θεου μωρια γαρ αυτω εστιν και ου δυναται γνωναι οτι πνευματικως ανακρινεται ο δε πνευματικος ανακρινει μεν παντα αυτος δε υπ ουδενος ανακρινεται τις γαρ εγνω νουν κυριου ος συμβιβασει αυτον ημεις δε νουν χριστου εχομεν

lunedì 18 marzo 2013

Stallo

Ultimi scampoli di vita inutile
timide, flebili vie da percorrere
per diventare diversi, e riflettere
su quanto minimo è il cambio di musica
su quanto poco la vita ci permuta
gli inevitabili vizi un po' ipocriti
che ereditiamo da quando siam giovani
e ci evidenziano quanto difficile
sia ridirigere il nostro vivere
verso bersagli diversi e possibili,
inopitate grandezze, ma fragili
sono le poche energie che mi restano
per disegnare impossibili pungoli
che mi rimettano in sesto svegliandomi
provo e riprovo finchè si rivedono
le poche rondini in cielo che narrano
che primavera è tornata ad assistermi
e d'improvviso rivedo il mio spirito
sulle incantate riviere dell'anima.

venerdì 8 febbraio 2013

Vivere, ed essere spirito

Scelti per essere inutili
a questo mondo un po' ipocrita
noi respiriamo l'isterica
aria di un piano di sintesi
tra il mitologico e il tragico
tra il meritorio ed il futile,
ci dibattiamo in un ambito
molto ristretto, un'ipotesi
di vita molto teorica,
perché ben altro è possibile
solo le chiavi noi avessimo
della memoria dei popoli
che questa terra calcarono.
Chi ci ha voluto nascondere
questi tesori incredibili,
che noi pensiam non esistano
ma che son qui dietro l'angolo?
E la risposta è spontanea,
siamo noi stessi gli artefici
di questo inganno sub-cosmico
siamo noi stessi ad intessere
la ragnatela iperbolica
dove restiamo imperterriti
dandogli spago allegorico.
Cosa vogliamo ora chiedere
alla natura, al mirabile
atto creativo che nascere
ci fece un dì lontanissimo?
Nulla è da chiedere, al massimo
vivere, ed essere spirito.