parla, chiama da Oriente ad Occidente
la terra, dal sacro monte del pianto,
da perfetta bellezza, il Dio è splendente!
Arriva il Dio, e non sta zitto, un fuoco
gli divampa davanti, e intensamente
s’agita tutto attorno. Mette in gioco
dall’alto cieli e terra a giudicare
la sua gente: “Riunitevi, vi invoco,
miei bravi soci che sopra un altare
avete stretto un accordo con me!”
Dichiari il cielo che è giusto, che a fare
giustizia è giunto il signore dei re!
“Ascolta Israele, popolo mio,
parlo e protesto contro di te!
Sono la divinità io, il tuo Dio,
non ti contesto le offerte odorose,
sempre presenti, sono il Dio, io,
non sto lì a prenderti da casa cose,
un vitello o dal recinto caproni:
sono mie tutte le bestie furiose
della foresta, animali a milioni
in libertà, e conosco ogni uccello
in montagna e ogni cosa si muova carponi
in campagna è per me, non ti interpello
se ho fame, perché è mio il mondo intero:
mangio manzo? Bevo sangue di agnello?
Offri al Divino un grazie sincero,
ripaga i tuoi propositi al più alto
e chiamami nel giorno oscuro e nero,
e ti darò le armi per l’assalto,
e mi fai ricco!”. Ma dice al malvagio:
“i miei decreti che hai avuto dall’alto,
uno a uno li conti, e sei a tuo agio
nel metterti il mio accordo sulla bocca,
ma tu, con le mie dritte stai a disagio,
quello che dico nemmeno ti tocca,
se scorgi un ladro, lo approvi, e i perversi
hai per compari, e sprofonda la bocca
nel torbido, e la lingua intarsia versi
di inganno. Siedi rivolto al fratello
tuo e sproloqui, così che a dispiacersi
sarà tua madre. Questo hai fatto e quello
e io sto zitto? Hai pensato d’essere
chi sono io, e chiamerò in appello
te, come hai fatto tu, così da intessere
l’accusa proprio davanti ai tuoi occhi!Ripensateci, profughi dell’essere
a meno che vi si riduca a tocchi
e non vi si riprenda dall’oblio.
Ringrazia e fammi ricco, che se imbocchi
la via ti mostrerò il senso di Dio!