Piantato dentro il cuore
un pezzo di passato mi incatena.
Lo fisso, lo accarezzo,
lo sento dentro, è rigido e incolore,
lo mangio a colazione a pranzo e a cena.
Adesso che lo guardo,
è proprio lì in quel punto che mi spezzo,
da lì si irradia tutto il mio dolore,
a volte tante, a volte appena appena.
Ed è incredibile con che ritardo
me ne sia accorto, eppure è lì da un pezzo,
da un pezzo lì rimane stando muto,
e mi strapazza senza alcun riguardo.
Da lì le mie preoccupazioni sorgono
e adesso che vorrei esser felice
eccolo, mi sorride dispiaciuto
con un ghigno beffardo.
Lì tutto brucia, adesso me ne accorgo
e anche se nessuno me lo dice
io l'ho sempre saputo.
Da quelle ceneri però risorgo
come fa la Fenice.
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