domenica 11 ottobre 2026

Cosa ti angoscia?

Insegue il daino un umido rivolo
e qui l’intimo mio
insegue te, il Dio!
Il mio sentire ha sete dell’immenso,

di un Dio vivente, ma io non ci arrivo,
quando vedrò la faccia di quel Dio!
Son state lacrime, lacrime il mio
pane, di giorno e di notte, e il mio senso

dov’è, perché il tuo Dio non si fa vivo,
me lo chiedo ogni giorno!
Mi ricordo, e si effonde come incenso

l’intimo mio, attraversando l’ombra
enorme tutto attorno
la casa di quel Dio,

la casa che è ingombra 
di voci di urla e canti
di persone festanti.
Cosa ti angoscia, cosa, intimo mio,

che mormori fra te, cosa di adombra?
Affidati a quel Dio:
grazie gli dico ancora perché intorno
spande prosperità, spande diamanti.
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Mio dio, mio Dio interiore, 
soffre l’intimo mio
nel tuo ricordo, da terra in pendio
chiusa dalle montagne come sponde,

lontana dalla collina del cuore.
Abisso, immane abisso col ronzio
delle tue cataratte, chiami, e io
annaspo tra i tuoi flutti e le tue onde.

Con me, di giorno il Dio invia il suo amore
di notte un canto, e la mia vita è questo,
è preghiera a quel Dio che si nasconde,

e dico al Dio, mia roccia, ma perché 
mi hai dimenticato e vago mesto
tra i nemici e l’oblio? 

Mentre parlano con i loro cliché 
ogni giorno qualche osso mi si spezza,
dov’è il tuo Dio, dov’è la tua certezza?
Cosa ti angoscia, cosa, intimo mio,

che mormori fra te?
Dai fiducia a quel dio:
grazie gli dico ancora e mi rivesto 
d’ogni prosperità, d’ogni carezza.
________________________________

Ristabilisci tu la mia giustizia
e prendi in mano il mio caso, tu Dio
e in questo posto infame e poco pio
salvami dalla gente che mistifica

e commette ingiustizia!
Perché sei il Dio del mio 
potere, allora perché, dico io,
mi eviti, che significa

che tra i nemici vago con mestizia!
Manda la luce, la tua verità,
che è fede che verifica,
che mi guida e mi invita 

alle alture della tua santità 
dov’è la tua dimora,
e dove vado io,
dove quel Dio si onora

tra la morte e la vita
verso quel Dio che è gioia della mia
gioia, e una musica divina invia 

la mia arpa, al mio Dio!
Cosa ti angoscia, cosa, intimo mio,
che mormora quest’anima ferita?

affidati a quel dio: 
grazie gli dico ancora,
d’ogni prosperità
d’ogni felicità, d’ogni allegria!

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