martedì 15 agosto 2017

Sincerità

Tutto il mio muovermi diventi uno
con la luce luminosa del mio sole
con i colori, i suoni e le parole
che vivono e rischiarano il mio sé

Che quello che io voglio sia in ciascuno
dei piccoli pensieri ed intenzioni 
nelle profondità, nelle tensioni,
nei movimenti di chi in me vuole

Che ognuna delle parti che raduno
quando mi sveglio, vivo, sono, penso
si conformi quel volere molto denso
del mio cuore, ma senza imposizioni.

Che in modo armonico ed opportuno
io sia lo stesso dal capo alle suole

domenica 13 agosto 2017

Stili

Tutti, ciascuno, belli, brutti, santi,
fiori di loto, fiori di giardino,
sudditi o re, signori o popolino,
rapaci, mere prede, in pace o in guerra,
frutti dell'orto o coltivati in serra,
senza un perché o segnati dal destino,
buoni a nulla o con meriti importanti,
schierati apertamente o equidistanti,
rinchiusi in casa o persi nella lotta,
appesi a un filo o ancorati a terra,
eroi, soldati o vittime di guerra,
tendenti a rompersi o a tenere botta
ben guidati o sbagliando sempre rotta,
tutti, ciascuno, belli, brutti, santi.

giovedì 10 agosto 2017

La grana delle cose

Se scorgerò la grana delle cose nell'infinito assurdo che mi assedia 
la mia dimora sarà la mia sedia 
il mio sentiero un gesto delle dita.

Se aldilà delle stelle luminose scorgerò il buio della mia tragedia l'oggi, che da domani si rimedia diventerà presenza nella vita.

Se sul livore osserverò le rose sbocciare  primavera, se vedrò 
le primule di maggio dentro un "no" l'immenso diverrà cosa finita.

E resto a riposare per un po' 
dove la terra tocca il cielo, ardita.

mercoledì 9 agosto 2017

I miei niente

a te rivolgo queste poche rime
a te, re degli abissi e delle cime 
dirigo l'attenzione e la mia attesa 

quando i miei niente sfiorano il tuo tutto
svanisce la realtà che esalta e opprime
e un soffio fragilissimo si esprime 
come una brezza sulla brace accesa

musica in cielo, in terra e dappertutto,
nelle profondità di un'incertezza,
nelle incoerenti notti a mezza altezza,
nei miei pensieri che non hanno presa

fiamma, foresta vergine, costrutto
di pace solidissima, dolcezza, 
rendimi degno della tua carezza

domenica 30 luglio 2017

Rovelli

Si crede, forse si ritiene pure,
si reputa, si giudica, si stima
o si assume così il dopo come il prima,
si interroga e si attende la risposta,

si valuta, con astrazioni pure,
si indica, lasciando che si esprima
l'ipotesi e la tesi che fa rima
spargendovi argomenti senza sosta,

si esamina, si taglia con la scure
le cose in quattro per renderle chiare,
si toglie da ogni idea le proprie tare
pesando quanto vale e quanto costa,

per poi ottenere, manco a farlo apposta
il risultato più fallimentare.

martedì 25 luglio 2017

Notturno

Sebbene l'atmosfera resti grigia
una lucetta intensa si trasmette 
dentro le viscere, rendendo strette 
sulla vita le mie elucubrazioni.

Dove la verità mi mente, ligia 
al dovere di fare il mondo a fette 
sorgono tumultuose le saette 
dell'impossibile e delle intuizioni.

Non è infrangendosi sulla battigia
che si diventa mare, ma prendendo 
il largo, dove non capisco, intendo,
dove c'è calma ma non spiegazioni.

La verità si osserva, non si apprende 
ma di notte ogni rosa sarà bigia.

sabato 22 luglio 2017

La ciotola

Di questo mi rincresce, ho molto pianto 
cose di nessunissima importanza
manca la minima significanza 
quando il pensiero fa cortocircuito.

Se ora giro intorno a quel rimpianto 
è perché c'è in qualche segreta stanza 
un sé, come una ciotola che danza
rimessa in moto da un calcio fortuito.

In questo vorticare vivo accanto 
al solito tran tran trito e ritrito, 
dove il mio poco e male è garantito 
e si può stare a titolo gratuito.

Di questo mi rincresce, ma ho capito
che è meglio non capire e avere intuito

mercoledì 19 luglio 2017

Sangue

Meglio imitare il suono degli offesi
o scimmiottare il turbine del vento
che non mostrare nessun sentimento
fissando ammutolito il palcoscenico.
 
Non che volessi recitare, intesi,
ma neanche fare mio questo tormento
e posso imaginare un altro intento
meno palesemente schizofrenico.
 
Sono cadute tutte le altre tesi
su cosa sono e cosa faccio qui,
rimane solo il "qui si fa così"
di questo incanto stolido ed astenico.
 
Non resta che ingoiare e dire si
bevendo sangue, spirito ed arsenico.

martedì 4 luglio 2017

Vitriol

L'antica via è assimilata a un laccio, 
la rete ora è chiamata libertà,
dove scappa il sottile e resta il grosso.

E se il grosso asseconda questo abbraccio 
un'altra brezza spira un po' più in là, nelle montagne dell'assurdità  
dove il lavoro è nero, bianco e rosso.

Lassù si scende dentro ad un crepaccio
dove c'è quanto da rettificare 
per ritrovare il quanto elementare, l'oscura luce che mi porto addosso.

Quando ci sono è dentro ciò che faccio
infatti è facile moltiplicare 
l'unicità in molteplici "io posso".

martedì 27 giugno 2017

Sala d'aspetto

Quelle sirene di cui sento il canto restano intrappolate nelle reti, 
le sole stanze senza più pareti
sono quelle dell'ode e del sonetto.

È in queste stanze che, di tanto in tanto, 
attiro, come attirano i magneti, 
sogni, spiriti, aneliti, segreti 
l'idea di un impossibile perfetto.

Eppure, un po' più in là, c'è puro e santo 
il profondissimo mare d'amore, 
ma in questa terra nulla fa più orrore 
del nulla, del non avere un aspetto.

Trovarsi sembra perdere le ore 
in una squallida sala d'aspetto