domenica 25 settembre 2022

Essere o morire

Come sapermi il tempo che mi scuote
come sentirmi il vento tra le dita
come vedermi il sole, il cielo, il sé,

rendermi conto che non c'è partita
quando a giocarmi contro è il divenire,
quando a parlarmi sono storie vuote,

come voltarmi attorno e indefinire
il certo domandomi perché,
e rivolgermi i dubbi di una vita,

come parlandomi sentirmi dire
che il pane non so darmelo da me,
che non posso insegnarmi ritmo e note.

È sussurrandomi così che invita
il sempre e il tutto ad essere o morire

Come si ascolta il mare

"Il sentiero dell'adepto è un cammino per esseri che vegliano, non per sognatori. Chi si addormenta lungo la via è più degno di biasimo di chi la via non intraprese mai" Gustav Meyrink - Storie di alchimisti

Come caddi d'un tratto addormentato,
come sogno si prese meraviglia 
e il sonno prese veglia presuntuosa?

Come il senso si perse, come impiglia
la spina quando cogli quella rosa,
e resta sopra il dito insanguinato?

Qual è il senso del perdersi, scordare
la strada che intrapresi, faticosa,
del sonno che rinchiuse le mie ciglia?

Dove andrò se non sento più l'andare
se brancolo nel buio addormentato
se ogni cosa diventa misteriosa?

Maestro, tu che sei la via, consiglia,
ti ascolterò come si ascolta il mare.

martedì 28 giugno 2022

Potrei

Come sogno sognato in notte insonne
vive lo spirito dei miei "potrei",
maledetto in mezzo ai maledetti.

Sussurra e mi rimanda a strani oggetti,
come piramidi, come colonne,
il Sacro Graal e la verga di Aronne.

È il senso di possibili futuri
contro il presente a limiti e difetti,
che si squaderna solo se ci sei.

Perché se fossi, adesso e qui, saprei
cosa restituisce senso ai miei
poveri sensi logori e immaturi.

In mezzo a tutti questi chiaroscuri
penetra infatti quel che non ti aspetti.

domenica 15 maggio 2022

Il matto

Se dovessi guardare dove metto
i piedi, se dovessi
impelagarmi in questo mondo infetto,
se dovessi, e dovrei se solo avessi
quel filo inestricabile 
che ti costringe ad essere un fruscio
di foglie sotto ai piedi.

Non è il mio campo il mondo, non è il mio 
tempo quello che vedi,
io ho il tempo semplice del tintinnio
dei mille campanelli a cui non credi,
di quel male incurabile
di cui è affetta la mia mente impura,
le idee della mia mente.

E se tu vivi la vita futura
la passata e presente,
io vivo solamente l'avventura 
la possibilità d'essere assente,
il vizio imperdonabile
d'essere tutto senza avere tetto,
come se non ci stessi,

come il più miserabile!

domenica 8 maggio 2022

Starei

Salgo là sopra, e non si vede niente,
come se fosse tipo nebbia fitta,
come se fosse quando non ci sei.

Salgo lì sopra, ma se la mia mente
quando è lì chiacchiera e non sta mai zitta,
se al cuore sento sempre quella fitta,
forse non sono lì dove dovrei.

Ma quella voce forse un po' si sente,
arriva piano ma va dritta dritta
dove, se fossi presente, starei.

domenica 1 maggio 2022

La scala

Lungo la scala che porta al mistero
si sente la fatica quotidiana
l'ombra del dubbio, l'eco dei miei torti.

Non è quindi sbagliato quel pensiero
che suggerisce che è speranza vana,
salirla, o cosa inelegante o strana
farlo restando molto bene accorti.

Per questo resto qui al gradino zero,
aspettando che si sciolga la grana
di questi calcoli grezzi e contorti.

sabato 23 aprile 2022

Luce

Possa illuminarmi la tua luce,
possa illuminare la mia vera
storia, la vera tua luminescenza.

Possa condurmi come ci conduce
la notte al giorno, o sera dopo sera
l'inverno ad una nuova primavera,
o come il sonno alla piena coscienza.

Possa il vestito che l'ombra mi cuce
addosso per ridurmi a una bandiera
strapparmisi di dosso in sua presenza.

domenica 17 aprile 2022

La stanza superiore

Quella mattina il tempo fu una svista
perché l'eternità fu preparata
sciogliendo un po' d'eterno in poche ore.

Quella mattina attoniti alla vista,
scoprendo ogni parete colorata,
ogni tappeto, essenza profumata,
ogni colore, sapore, rumore.

In questo modo un povero cronista
cerca di far capire cosa è stata
e che cos'è la stanza superiore.

sabato 9 aprile 2022

La tavola rotonda

Questa è la tavola della presenza
dove siedono solo voci amiche,
sono dodici, come le fatiche
di chi vuol conquistarsi libertà.

È questa quella santa appartenenza
queste le storie, recenti ed antiche
a cui voglio giurare fedeltà.

È qui che sono un "noi", sono coscienza
che si fa tutto in tutti, qui si fa
preghiera, eucaristia e comunità.

domenica 3 aprile 2022

mare

Qui, nel tuo mare di tranquillità,
nella tua pace, dove tutto tace, 
dove è soltanto il battito del cuore,
dove non c'è il marasma di rumore
di turbine e pensieri, dove sta
nascosta, come brace nella cenere,
quella scintilla di vita che sa
dove portarmi, qui sono le tenere
braccia protese e doni di ogni genere
di un infinito amore.